Roma si conferma anche la capitale del contemporaneo in questo anno del Giubileo: apre infatti questo mese, e sarà visitabile fino a gennaio, la tanto attesa 18ª edizione della Quadriennale d’arte, a Palazzo Esposizioni.
Promossa dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, questa grande mostra ha potuto contare su un budget di 2,5 milioni di euro (di cui il 44% proviene da fondi propri dell’Istituzione, il 40% da un contributo ad hoc della Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura, il 16% dal sostegno di soggetti privati) e sulle felici intuizioni del suo presidente, Luca Beatrice, che è prematuramente scomparso lo scorso gennaio lasciando però la strada già tracciata.
E che strada. Con 54 artisti e artiste, di cui 16 under 35, e 45 prime partecipazioni, la Quadriennale si presenta come un vero e proprio laboratorio di talenti emergenti e affermati. Sono circa 187 le opere in mostra, distribuite su circa 2 mila metri quadri, con una forte presenza di produzioni site-specific che coinvolgeranno lo spazio e il pubblico in modo immersivo e innovativo. Un’esposizione che, attraverso un ricco progetto curatoriale, mira a raccontare la scena artistica italiana post Duemila, in tutta la sua complessità.
Un progetto ambizioso, necessario. Il cuore dell’edizione sarà Fantastica, un vasto racconto corale articolato in cinque capitoli (sezioni espositive) curati da esperti internazionali quali Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi e Alessandra Troncone. La mostra esplorerà i meccanismi di autorappresentazione, l’identità degli artisti, l’uso delle immagini e il ruolo del corpo in tutte le sue sfaccettature – umano, animale, meccanico – in un continuo dialogo tra realtà e finzione, potenzialità e limiti.
In un’epoca in cui le immagini sono pervasive ma spesso irrilevanti, questa esposizione invita a riflettere sul ruolo e sulla funzione dell’arte oggi: che cosa davvero rimane impresso? Che cosa è in grado di catturare la nostra sempre più labile attenzione?
La Fondazione propone anche un’altra mostra di valore storico: I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935 celebra il novantesimo anniversario della seconda Quadriennale, considerata un punto di svolta nella storia dell’arte italiana. Curata da Walter Guadagnini, rende omaggio a un passato che ha plasmato le radici del nostro presente.
In un’epoca di continue trasformazioni, la Quadriennale si propone come un crocevia tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione: è un’occasione unica, in un Paese come il nostro che spesso fatica a tenere il passo sul fronte delle arti contemporanee, per scoprire le tendenze più attuali ed esplorare il nuovo che verrà.
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