Pepi Marchetti Franchi, raffinata nello stile e nei modi, è Senior Director di Gagosian e direttrice della sede di Roma della celeberrima galleria. La sua passione per l’arte ha radici lontane. «Mi ricordo la prima visita a un museo durante una gita scolastica: avevo sette anni, era il Museo della Civiltà Romana e mi impressionò moltissimo», racconta. «Fu quel giorno che iniziai a pensare che, da grande, avrei voluto lavorare in un posto così. Ed effettivamente a un certo punto sono riuscita a entrare nel mondo museale, dove sono rimasta dieci anni per poi spostarmi, inizialmente con poca convinzione, nel mondo delle gallerie, che devo dire mi ha invece riservato grandissime sorprese. È un lavoro che ti mette a stretto contatto con gli artisti, e questo credo sia l’aspetto più bello e interessante che ancora oggi mi rende entusiasta».
Lei ha a che fare tutti i giorni con collezionisti e appassionati, italiani e stranieri: che cosa spinge, oggi, le persone a collezionare arte?
Si colleziona arte per tantissimi motivi diversi e nel mio lavoro ne incontro veramente molti. Il motivo preponderante, o quello che senz’altro dovrebbe esserlo, è il desiderio di entrare in contatto con una creatività, con uno sguardo sul mondo che soltanto gli artisti hanno. Devo dire che la maggior parte dei collezionisti con cui lavoriamo ha proprio questo spirito, questo desiderio, che è qualcosa che non passa. Non è una moda, ma un’esigenza.
In che modo l’arte contemporanea di oggi soddisfa la nostra ricerca del bello?
Sicuramente il bello fa parte dell’orizzonte di questo nostro mondo dell’arte e di ciò che tanti collezionisti cercano. Il bello, però, ha tantissime sfaccettature. Trovo molto interessante vedere come certe opere parlino ad alcuni e non ad altri: magari non parlano a me, ma invece entusiasmano qualcuno con cui ne discuto. Quindi senz’altro c’è una ricerca del bello, ma anche una ricerca di un bello che possa aprire nuovi orizzonti.
Come ha visto mutare il gusto estetico nel mondo dell’arte degli ultimi vent’anni?
Il gusto è mutato in maniera straordinaria, e questo credo sia un altro degli aspetti veramente interessanti ed entusiasmanti di questo mondo. L’arte segue, e tante volte anticipa, la direzione del mondo. Gli artisti, quando sono bravi, ci permettono di vedere in anticipo cosa succederà. Senz’altro ho notato il passaggio da un gusto legato all’arte concettuale, più fredda sia cromaticamente che dal punto di vista del linguaggio, al trend di oggi che è invece più proiettato alla pittura figurativa, che magari vent’anni fa non era assolutamente di moda.
Che cosa è per lei la bellezza?
La bellezza per me si trova soprattutto in ciò che non è sfacciatamente bello. È ciò che deve essere cercato scavando nelle cose, soprattutto nelle opere d’arte. Non è qualcosa che ti colpisce immediatamente.
Vivendo in una città come Roma, quanto la “bellezza antica” influenza il suo immaginario?
Questo è un tema che mi sta molto a cuore: per me non c’è cesura tra l’arte antica e la contemporanea. Questo aspetto vedo che interessa anche gli artisti più radicali di oggi e rappresenta un elemento fondamentale nella scelta di Gagosian di aprire una galleria proprio a Roma. È qualcosa che abbiamo fatto tenendo presente questo desiderio, diciamo un regalo agli artisti della galleria e a quelli che vogliono comunque sfruttare questa opportunità. Non solo. Questo tema è anche alla base di un progetto che si chiama Italics e di cui anche il vostro giornale ha parlato (nel numero di settembre, ndr), ovvero un consorzio di gallerie di arte antica, moderna e contemporanea, che ho cofondato nel 2020, che si prefigge di promuovere progetti capaci di far dialogare l’arte antica, moderna e contemporanea, quindi l’arte di tutti i tempi, attraverso opportunità speciali come Panorama, la mostra diffusa che da cinque anni ormai organizziamo in un luogo meno conosciuto del nostro Paese, creando un itinerario attraverso opere che vanno dall’archeologia al presente.
Questa intervista è stata pubblicata sullo speciale La Forma della Bellezza 2026, allegato al numero di Business People di dicembre 2025. Scarica il numero o abbonati qui
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© Courtesy Mutina photography by Andy Massaccesi




