Giotto era il nonno di Banksy

Una grande mostra ripercorre 60 mila anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le nostre città

Giotto era il nonno di BanksyParticolare dell'opera Keith Haring di Jacopo Allegrucci

L’arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale. Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti. Questa lunga storia, fatta di tracce, scritture e immagini nello spazio pubblico, è al centro di Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno, la grande mostra in programma al Mo.C.A. di Montecatini Terme dal 29 giugno 2026 al 2 maggio 2027.

Progetto di Mare Laboratorio di innovazione sociale, l’esposizione è curata da Bruno Ialunasi e si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60 mila anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi popolano le città di tutto il mondo.

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