Alfio Puglisi, processo in divenire

Ricerca, cultura, capacità di sostare nella riflessione su ciò che ci circonda. Ecco come il fondatore del Sicily Artist in Residence Program definisce la bellezza

Alfio Puglisi, processo in divenire© Matteo Lo Magno

Sarp è l’acronimo Sicily Artist in Residence Program, residenza d’artista che si trova a Linguaglossa, nel parco dell’Etna. Dallo scorso aprile, è anche una galleria d’arte. Entrambe sono state fondate da Alfio Puglisi, che racconta «oggi palazzo, ristorante e arte contemporanea convivono e contribuiscono alla rigenerazione urbana di tutta l’area dell’Etna».

Puglisi, come nasce la sua passione per l’arte?
Ho sentito da sempre il bisogno di disegnare, di dipingere, di esprimermi attraverso le immagini prima ancora che con le parole. Durante gli anni universitari in Economia a Edimburgo, ho avuto anche la fortuna di entrare in contatto con numerosi artisti legati all’Edinburgh College of Art e lo stesso poi a Londra, dove ho partecipato attivamente alla programmazione della Royal Academy of Arts. Quell’ambiente vivo e stimolante ha trasformato la mia passione in qualcosa di più profondo. Questa consapevolezza ha trovato una sua espressione concreta nel 2019, quando, durante il restauro di un palazzo storico a Linguaglossa, oggi trasformato in hotel e ristorante, ho dato vita anche a un programma internazionale di residenza per artisti. Un modo per unire memoria, paesaggio e creazione contemporanea, restituendo all’arte un luogo vivo, radicato e generativo.

Perché ha scelto di aprire una galleria in un luogo periferico rispetto al circuito classico?
La decisione nasce da un’esigenza profonda: contribuire attivamente al tessuto culturale dell’isola e del Mediterraneo, intesi non solo come luoghi geografici, ma come spazi di memoria, trasformazione e dialogo. Ritengo che i territori considerati periferici abbiano oggi più che mai bisogno di presenze culturali solide, capaci di evitare che la marginalità diventi abbandono. Dopo gli anni trascorsi a Londra, che continua a essere per me una seconda casa, ho sentito la responsabilità di riportare qui, sull’Etna, un impegno culturale concreto. Dalla sua apertura, la galleria ha contribuito in modo significativo allo sviluppo culturale e turistico di Linguaglossa e del paesaggio etneo, dando vita a un modello alternativo, fondato sull’arte contemporanea come strumento di rigenerazione, consapevolezza e visione.

Che valore dà al bello?
Il bello, per me, non è una categoria estetica astratta, non è un paradigma, ma un processo in continuo divenire: è ricerca, cultura, capacità di sostare nella riflessione su ciò che ci circonda. La bellezza, in questo senso, non coincide necessariamente con il bello in sé, ma si manifesta nel tempo, come conseguenza di un atto creativo che ha saputo generare significato. È un fenomeno relazionale, un effetto a cascata che nasce all’interno di un ecosistema vivo, dove artisti, comunità e territorio cooperano per costruire un orizzonte culturale condiviso. In questo contesto, la bellezza diventa un indicatore di vitalità sociale: un segnale che un territorio è capace di ascoltarsi, di evolvere, di prendersi cura del proprio tempo e dei bisogni che lo attraversano.

Dal suo osservatorio di gallerista, come vede cambiare il gusto estetico delle persone?
Il programma di residenza Sarp e la galleria omonima sono nati con l’intento di diventare un osservatorio sensibile e attivo sui processi di trasformazione del paesaggio siciliano e mediterraneo. In questo contesto, l’Etna, vulcano tra i più attivi d’Europa, rappresenta per me l’eterna bellezza e una metafora vivente della continua metamorfosi della natura, della cultura e dello sguardo umano. Il paesaggio, qui, muta con una rapidità disarmante e con esso si trasformano anche le percezioni, i linguaggi e il gusto estetico delle persone. Sarp nasce proprio per intercettare e accompagnare queste trasformazioni, promuovendo un’estetica fluida, inclusiva e universale, che si esprime attraverso molteplici linguaggi: pittura, scultura, videoarte, performance, cinema, poesia. In questo orizzonte, l’arte non si limita a rappresentare il cambiamento, ma ne diventa parte attiva.


Questa intervista è stata pubblicata sullo speciale La Forma della Bellezza 2026, allegato al numero di Business People di dicembre 2025. Scarica il numero o abbonati qui

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata