Il potere sottovalutato del benessere

Il potere sottovalutato del benessere© Getty Images

Il tema del benessere è affrontato in tanti ambiti del management, ma come evidenziato da vari studi fra cui Gallup (Global Workplace Report 2025), il livello wellbeing dei collaboratori è sempre di più una priorità se si considera che solo il 21% dei lavoratori globali si sente coinvolto nelle attività aziendali e il 50% sta cercando un nuovo impiego.

La letteratura manageriale evidenzia una certa correlazione fra benessere e turnover ma, pochi studi, soprattutto in Italia, hanno analizzato la situazione delle reti commerciali, dove reperire e trattenere talenti è ancora più complesso. Con particolare riferimento al personale commerciale non può sfuggire che questo opera frequentemente in un contesto altamente competitivo, dove i professionisti della vendita sperimentano isolamento, rifiuti e stress legato alle tecnologie (Good et al., 2024).

Secondo Sales Health Alliance (2024), l’82% dei venditori si sente stressato o altamente stressato, il 70% soffre di affaticamento cronico, il 69% ammette difficoltà legate al sonno e un altro 70% segnala un impatto negativo del lavoro sulla propria salute mentale.

Il nostro gruppo di ricerca SaleScience, ha realizzato il primo studio italiano sul benessere delle reti commerciali condotto su 575 tra venditori/venditrici dipendenti, agenti monomandatari e plurimandatari e ha analizzato le determinanti del benessere e il loro impatto sulle performance commerciali.

Elogio delle Sales Academy

I risultati confermano la situazione internazionale: il 41% degli intervistati lavora più di 50 ore a settimana e l’indice di Eudaimonic Workplace Well-being, che misura la realizzazione sul lavoro, senso e scopo ad esso attribuiti, evidenzia per il 29% un livello medio-basso di benessere. Anche il livello di emotional exhaustion (sfinimento emotivo) è significativo: il 21% dei professionisti si sente svuotato dal proprio ruolo e il 32% è propenso a cambiare azienda.

Ma quello che molti imprenditori e direttori commerciali ci hanno chiesto era quello di comprendere l’impatto del benessere delle reti sui risultati commerciali e il turnover dei collaboratori. L’indagine conferma una relazione positiva tra benessere e performance. In particolare si evidenzia che il contesto organizzativo gioca un ruolo cruciale: ambienti inclusivi rafforzano il benessere, mentre quelli tossici lo compromettono.

In definitiva investire nel benessere delle figure commerciali non è solo giusto, ma è un vantaggio per il business. Nonostante questo, il tema è ancora poco riconosciuto: il 49% dei professionisti delle vendite coinvolti giudica le iniziative aziendali poco efficaci, il 60% inadeguate e il 48% segnala nessuna attività dedicata nell’ultimo anno. Solo il 36% si sente coinvolto nelle scelte aziendali legate al benessere. Ma un dato spicca: il 62% si aspetta più iniziative nei prossimi anni. Questo non può che dare una direzione chiara alle imprese sulle aspettative dei collaboratori.


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