Non dimentichiamo il Meridione

Non dimentichiamo il Meridione© Getty Images

Settembre è il mese in cui prende forma la legge di Bilancio, che viene presentata il mese successivo al Parlamento. La discussione tra le parti sociali si fa più accesa nei mesi successivi, quando inizia il tira e molla perché la coperta è sempre corta. E mentre ognuno tira il lembo dalla propria parte, occorrerebbe anche ricordarsi che i contendenti continuano a navigare sulla stessa barca. E che il natante in questione è tutto sbilanciato da una parte. Verso settentrione.

Se n’è accorta Bruxelles, che nelle raccomandazioni inviate lo scorso giugno ci ha invitato a buttare un occhio agli squilibri interni del nostro Paese, soprattutto a quelli di ordine geografico e demografico. La Commissione europea si è soffermata sulle «marcate differenze regionali, con un numero di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale circa quattro volte superiore nelle Isole rispetto al Nord-Est». E sulla capacità amministrativa, che «continua a essere disomogenea tra le regioni, con notevoli vincoli a livello locale, in particolare nel Mezzogiorno», un’area dove, secondo Bruxelles, andrebbero promosse forme di consorzio amministrativo, in particolare per le amministrazioni più piccole.

Non andrebbero esclusi, inoltre, maggiori finanziamenti da Roma, in barba al federalismo sbandierato negli ultimi decenni. La Commissione scrive che «mentre le regioni meglio attrezzate stanno facendo tesoro dell’esperienza acquisita con il Pnrr, quelle che dispongono di meno risorse, specialmente al Sud, trarrebbero giovamento da un sostegno più attivo e mirato da parte dell’amministrazione centrale».

La Ue ci raccomanda di favorire nel Mezzogiorno l’occupazione qualificata, politiche attive del lavoro e una maggiore partecipazione dei lavoratori anziani. E soprattutto di investire nella formazione: «Al Sud il 46% degli alunni non riesce ad acquisire le competenze di base, e gli studenti svantaggiati hanno circa il triplo delle probabilità di avere risultati carenti rispetto ai loro coetanei che provengono da contesti avvantaggiati». Il riscatto delle regioni meridionali, insomma, inizia anche dalla scuola, è la chiosa che si può desumere dalle raccomandazioni. A settembre si ritorna sui banchi, anche in Parlamento: chissà se qualcuno le ha lette…

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