L’Europa punta sul commercio

Per la presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, il 2026 sarà l’anno dell’apertura di nuove rotte

L'Europa punta sul commercio© Shutterstock

Checché se ne dica, l’Ue è un gigante economico. Consapevole di essere una potenza militare “intermedia”, Bruxelles si muove sullo scacchiere internazionale come la più piccola Svizzera: pensando, cioè, quasi esclusivamente agli affari. O come il lontano Canada guidato da Mark Carney.

L’ex banchiere, una sorta di Draghi d’oltreoceano, dopo lo strappo con Trump ha trovato un’intesa con la Cina, che abbasserà i dazi sull’olio di colza. In cambio Pechino inonderà il Paese dello sciroppo d’acero con migliaia di auto elettriche. Di fronte all’esibizione muscolare di potenze neoimperialiste seguaci della “legge del più forte” (copyright Carney), anche l’Ue sembra costretta a giocare l’unico jolly in mano: il commercio. Del resto, sul tema difesa comune, l’Unione Europea è zoppa e i frutti degli ingenti investimenti annunciati negli scorsi mesi si raccoglieranno nei prossimi anni.

Lo scorso anno Trump aveva minacciato dazi elevati per riequilibrare relazioni commerciali fortemente sbilanciate a favore di Bruxelles. Poi ha accettato un accordo su tariffe reciproche del 15% sulle esportazioni. L’intesa è stata sospesa a gennaio proprio da Bruxelles (*e successivamente, dalla corte suprema americana, ndr), come ritorsione contro le minacce americane di annettere la Groenlandia, territorio danese ricchissimo di terre rare. Lo scorso anno, nonostante il braccio di ferro sui dazi, i 27 Paesi della Ue sono riusciti lo stesso a mantenere un surplus commerciale di circa 169,1 miliardi di euro con gli Usa, secondo i dati Eurostat sui primi tre trimestri (disponibili alla stesura dell’articolo). Anzi, le minacce commerciali di Trump hanno sortito un effetto opposto, facendo schizzare il surplus commerciale europeo con gli Usa nel primo trimestre 2025 a oltre 80 miliardi di euro.

Non solo. Allargando lo spettro, la bilancia commerciale europea con il resto del mondo ha registrato tra gennaio e novembre un dato positivo per 152,7 miliardi di euro, cifra consistente, anche se in leggero calo dai 156,8 miliardi di euro nello stesso periodo del 2024 per l’aumento delle importazioni di energia e materie prime. L’Europa, insomma, lo scorso anno ha retto l’urto. Gli effetti della politica commerciale americana sull’export della Ue si faranno sentire probabilmente a partire da quest’anno con la ripresa delle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

Nel frattempo, a gennaio sono arrivati due nuove intese con il Mercosur e l’India. In vista, la revisione degli accordi anche con Australia, Malesia, Filippine ed Emirati Arabi Uniti. Con l’India, la Ue deve recuperare un deficit commerciale di oltre 30 miliardi nei beni e servizi; con il Mercosur un lieve deficit di circa un miliardo nei beni. Il 2026 per Ursula von der Leyen sarà l’anno dell’apertura di nuove rotte commerciali. Staremo a vedere con quali risultati a fine anno.


* aggiornamento all’articolo pubblicato sul numero di Business People di marzo 2026

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