Fare impresa non è un film

La vita quotidiana di un manager è segnata da continui problemi concreti da risolvere

Fare impresa non è un film© Getty Images

Mentre si consumavano gli ultimi strascichi degli eventi legati alla scomparsa di Giorgio Armani, è arrivato l’annuncio che Marco Bellocchio dedicherà il suo prossimo film a ricostruire le vicende umane e manageriali di Sergio Marchionne (in foto). Al che non ho potuto fare a meno di pensare (profezia scontata, lo ammetto…) che presto non mancherà qualche volenteroso disposto a produrre un film o una serie su un personaggio planetario che non ha certo bisogno di presentazioni come “Re Giorgio”.

Non sarebbe la prima operazione del genere: le sale e le piattaforme pullulano di titoli su come sono state costruite le fortune di marchi e aziende celebri. Ferrari, Lamborghini, Apple, Adidas, Puma, Facebook, McDonald’s etc, solo per citarne alcune. Storie – com’è naturale che sia, e come segnalato sempre nei titoli di testa e di coda dagli autori – liberamente rimaneggiate per esigenze spaziotemporali. Storie che ogni volta raccontano solo parzialmente la fatica – perché di fatica si tratta – di creare e gestire un’azienda, con il perenne fardello di procacciare le risorse per far quadrare i conti e il carico di responsabilità legato al fatto che al futuro dell’azienda è legato quello delle famiglie dei lavoratori, diretti e indiretti.

Purtroppo, un certo approccio hollywoodiano ha spesso preso a raccontare queste vicende con un afflato epico, quasi eroico, non riuscendo a fotografare e a riprodurre sullo schermo l’alternarsi quotidiano delle piccole sconfitte, dei passi indietro, dell’esercizio pervicace della fiducia in un’idea o un progetto perennemente in bilico.

Invece, la vita quotidiana di un manager o di un imprenditore è segnata da un’alternanza continua di problemi concreti da risolvere, di questioni minute, spesso invisibili ai più. Il cash flow che si assottiglia, i fornitori che chiedono pagamenti anticipati, la burocrazia che incombe, i clienti che ritardano i saldi: tutti elementi che impongono scelte rapide, talvolta dolorose, per mantenere un equilibrio.

Ecco, una volta tanto mi piacerebbe vedere sullo schermo la storia di un’azienda anonima, un film o una serie che sapesse raccontare senza cavalcate trionfali, l’esercizio di resilienza, di adattamento e, spesso, di sacrificio personale che affrontano certi (non tutti, beninteso…) manager e imprenditori.

Purtroppo, fare impresa non è un film: manca all’appello una sceneggiatura capace di mostrare non solo l’ascesa dei protagonisti, ma anche i compromessi, le notti insonni, le paure e la vulnerabilità che gestire un’impresa comporta.

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