È un’intesa sofferta, ma accolta con sollievo da sindacati, istituzioni e governo. La vertenza Yoox, aperta il 2 settembre con l’annuncio di 211 licenziamenti in Italia, si chiude con un accordo che prevede solo uscite volontarie e l’uso della cassa integrazione per i lavoratori che resteranno. I 145 esuberi residui, distribuiti principalmente tra Bologna e Milano, saranno dunque gestiti senza licenziamenti forzati, ma attraverso un sistema di incentivi economici e tutele sociali.
Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, ai lavoratori che sceglieranno di lasciare l’azienda verranno garantiti 24 mesi di stipendio, con ulteriori mensilità aggiuntive legate ad anzianità e carichi familiari. Inoltre, una clausola prevede che, in caso di nuove procedure di riduzione del personale nel 2026, si applicheranno automaticamente le condizioni appena concordate.
L’accordo, siglato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), prevede un percorso non traumatico per i dipendenti coinvolti. La decisione dell’azienda di ritirare il piano di licenziamento è stata salutata con favore anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha parlato di “una vittoria per le lavoratrici e i lavoratori Yoox, frutto di mesi di impegno costante” e di un successo ottenuto grazie a un “lavoro di squadra” tra azienda, sindacati e istituzioni.
Restano le incognite
Nonostante l’accordo raggiunto, le nubi sul futuro dell’azienda non si sono diradate. I sindacati temono che questa sia solo una tappa intermedia di una più ampia riorganizzazione. Preoccupazioni alimentate anche dalla cessione del marchio The Outnet per 30 milioni di dollari e dalla volontà, da parte del gruppo tedesco, di concentrarsi sempre più sul settore del lusso.
Dal canto suo, LuxExperience ha ribadito il proprio impegno a rafforzare la presenza in Italia, definita “hub operativo strategico di lungo periodo” e sede centrale di Yoox. L’obiettivo, sottolinea l’azienda, è quello di “continuare a svolgere un ruolo chiave come datore di lavoro nel Paese”.
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