Dopo settimane di tensione, la vertenza Yoox registra una prima, timida svolta. Durante il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), le parti hanno manifestato disponibilità a valutare soluzioni alternative ai 211 licenziamenti annunciati. Una novità significativa rispetto alla linea fin qui rigida tenuta dalla società, che aveva giustificato i tagli con una drastica contrazione del fatturato e perdite superiori a 2 miliardi di euro in due anni.
Il ministro Adolfo Urso ha aperto i lavori richiamando tutte le parti a un confronto “serio e trasparente”, sottolineando che “la riorganizzazione non può avvenire attraverso azioni unilaterali”. Il Mimit ha così aggiornato il tavolo al 2 ottobre, confidando nella costruzione di una soluzione condivisa per rilanciare l’azienda e salvaguardare i posti di lavoro.
Una crisi che coinvolge oltre 200 lavoratori
La procedura di licenziamento collettivo riguarda circa un quinto della forza lavoro italiana del gruppo Yoox Net-A-Porter, da aprile 2025 sotto il controllo del colosso tedesco LuxExperience, proprietario anche del portale Mytheresa. Solo nella sede logistica e commerciale di Bentivoglio, alle porte di Bologna, sono previsti oltre 130 licenziamenti, a cui si aggiungono 30 esuberi a Zola Predosa e più di 40 a Milano.
Fino al tavolo del Mimit, l’azienda aveva respinto ogni proposta di ammortizzatori sociali, sollecitati da tempo dai sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs, che avevano denunciato l’assenza di un reale confronto. La svolta, almeno sul piano delle intenzioni, arriva dunque dopo le proteste, i presìdi e gli scioperi messi in campo nelle ultime settimane, tra cui quello previsto per il 17 settembre con un presidio in piazza San Babila a Milano e uno presso la Regione Emilia-Romagna.
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Un momento del tavolo di crisi aperto al Mimit




