Napoli si afferma come una delle migliori destinazioni al mondo per chi desidera unire lavoro e vacanza: secondo il quarto Barometro “Work from Anywhere” 2026 realizzato da International Workplace Group, il capoluogo campano si colloca al settimo posto nella classifica globale delle città ideali per la workcation, la formula che combina attività lavorativa da remoto e soggiorni di piacere.
La ricerca ha preso in esame 50 delle principali città internazionali, valutandole sulla base di diversi indicatori: clima, offerta culturale, costo e qualità degli alloggi, trasporti, ristorazione, velocità della connessione internet, sostenibilità e disponibilità di spazi di lavoro flessibili.
Perché Napoli è così apprezzata
Napoli è l’unica città italiana presente nella Top 10 e precede destinazioni molto apprezzate dai nomadi digitali come Lisbona e Seul. Il risultato è frutto di un mix di fattori che rende la città particolarmente competitiva. Ottiene punteggi elevati per il patrimonio culturale (9 su 10), il rapporto qualità-prezzo dell’offerta gastronomica (8,5), l’efficienza dei trasporti (8), la vicinanza a paesaggi naturali di grande richiamo (8) e il costo relativamente contenuto degli alloggi (6,5).
A guidare la classifica mondiale è Bangkok, seguita da Tokyo e Barcellona. Completano le prime dieci posizioni Porto, Vancouver, Budapest, Napoli, Medellín, Lisbona e Seul. La capitale thailandese conquista il primo posto grazie al basso costo della vita, alla qualità delle infrastrutture digitali e all’ampia disponibilità di spazi di coworking, elementi sempre più determinanti per chi lavora in mobilità.
La diffusione della workcation
Lo studio conferma come la workcation sia ormai un fenomeno strutturale e non più una semplice tendenza. Secondo l’indagine IWG, il 51% dei lavoratori dichiara che la propria azienda offre politiche di lavoro flessibile, mentre il 90% ritiene che la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo abbia migliorato il proprio equilibrio tra vita privata e professionale. Inoltre, l’80% degli intervistati sostiene che questa modalità favorisca anche un aumento della produttività.
La flessibilità sta influenzando anche le scelte professionali. Otto lavoratori su dieci affermano che la possibilità di lavorare da remoto renderebbe più interessante una nuova proposta di impiego, mentre il 62% prenderebbe in considerazione un cambio di azienda per ottenere condizioni di lavoro più flessibili.
Anche il turismo risente di questa evoluzione. Quasi la metà degli intervistati (48%) prevede di prolungare le vacanze lavorando da remoto nel corso del 2026, mentre il 46% si dice ancora più propenso a farlo rispetto all’anno precedente. Tra le motivazioni principali emergono il desiderio di prevenire il burnout, trascorrere più tempo con familiari e amici e sfruttare meglio i giorni di ferie.
Il riconoscimento ottenuto da Napoli conferma il crescente ruolo della città come destinazione internazionale non solo per il turismo tradizionale, ma anche per i professionisti che cercano un ambiente capace di coniugare qualità della vita, servizi, cultura e opportunità di lavoro da remoto.
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