Turismo e lavoro in Italia: oltre 7 lavoratori su 10 a rischio povertà

Turismo e lavoro in Italia: oltre 7 lavoratori su 10 a rischio© Shutterstock

Il turismo rappresenta uno dei motori principali del lavoro e dell’economia italiani, ma dietro la crescita dei flussi e delle presenze si nasconde una fragilità sempre più evidente: la condizione economica di molti lavoratori. Secondo il nuovo studio “Focus sul lavoro povero” realizzato dalla Filcams Cgil, una quota molto elevata degli occupati nel comparto turistico vive una situazione di difficoltà economica, con retribuzioni che non garantiscono un adeguato livello di vita.

Il dato più critico riguarda proprio il turismo: il 71,22% dei lavoratori del settore risulterebbe sotto la soglia della povertà lavorativa. La situazione peggiora nel Mezzogiorno e nelle isole, dove il fenomeno coinvolgerebbe circa quattro addetti su cinque. Il rapporto evidenzia inoltre che nel complesso del terziario quasi la metà dei dipendenti rientra nella categoria dei “working poor”, cioè persone che, pur avendo un’occupazione, percepiscono redditi insufficienti.

Turismo, perché i lavoratori sono poveri

Le cause per le quali il lavoro nel settore del turismo è povero e porta a una certa precarietà sono molteplici. Fra queste ci sono contratti discontinui, forte stagionalità, part-time involontari, salari contenuti e difficoltà nel garantire continuità occupazionale durante tutto l’anno. Il turismo italiano, infatti, presenta da tempo un modello basato su picchi di lavoro concentrati nei periodi di maggiore affluenza, con conseguenze sulla stabilità economica di camerieri, addetti alle pulizie, lavoratori degli alberghi e operatori della ristorazione.

Per la Filcams Cgil il problema non riguarda soltanto il livello delle retribuzioni, ma anche la qualità complessiva dell’occupazione. Il sindacato sottolinea la necessità di investire in lavoro stabile, formazione e rispetto dei contratti collettivi, perché un turismo competitivo non può prescindere dalle condizioni di chi garantisce ogni giorno i servizi ai visitatori.

La questione assume particolare rilievo in un Paese dove il turismo continua ad avere un peso strategico per crescita e occupazione. La sfida dei prossimi anni sarà conciliare sviluppo del settore e tutela dei lavoratori: aumentare il valore economico generato dalle presenze turistiche senza lasciare una parte consistente degli addetti in una condizione di precarietà e insicurezza. Il dibattito, quindi, non riguarda solo quanti visitatori arrivano, ma anche quale tipo di lavoro viene creato per accoglierli.

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