Dove si guadagna di più in Italia? La risposta conferma un divario territoriale ormai strutturale: Nord e Centro continuano a offrire gli stipendi medi più alti, mentre Sud e Isole restano più distanti. I dati dell’Osservatorio Inps sui lavoratori dipendenti del settore privato, fotografano le differenze territoriali utilizzando le retribuzioni relative al 2024.
A livello di macroaree, il Nord-Ovest è in cima alla classifica, con una retribuzione media annua di 28.852 euro per oltre 5,5 milioni di lavoratori. Segue il Nord-Est con 25.723 euro, mentre il Centro si ferma a 23.850 euro. Il divario aumenta nettamente nel Mezzogiorno: 18.254 euro al Sud e 17.898 nelle Isole.
La fotografia in Italia, regione per regione
Tra le regioni con gli stipendi più alti spiccano Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino-Alto Adige. A sostenere le retribuzioni sono soprattutto la concentrazione di grandi imprese, multinazionali, servizi avanzati e attività industriali. Milano, in particolare, rappresenta uno dei principali motori della Lombardia, mentre Roma contribuisce in maniera decisiva ai risultati del Lazio.
Un caso particolarmente interessante è quello dell’Alto Adige. Nel 2024 un lavoratore dipendente full time del settore privato ha percepito mediamente 130 euro lordi al giorno, contro i 118 euro della media nazionale. Il vantaggio è ancora più evidente per gli operai, con una retribuzione superiore del 19,3% rispetto alla media italiana, e per gli impiegati, sopra il dato nazionale del 17,2%.
Rapporto fra retribuzione e costo della vita
Il primato retributivo, tuttavia, deve essere letto insieme al costo della vita. In Alto Adige, tra il 2014 e il 2024, i prezzi al consumo sono aumentati del 27,3%, contro il 19,6% registrato mediamente in Italia. L’incremento degli stipendi nominali non è quindi bastato a compensare integralmente l’aumento dei prezzi.
Anche le classifiche più recenti elaborate da JobPricing confermano la forte componente territoriale delle differenze salariali. Nel 2025 la Lombardia risultava prima per ral media, seguita da Liguria, Lazio e Trentino-Alto Adige.
Il quadro che emerge è dunque quello di un’Italia divisa sul fronte degli stipendi. La posizione geografica continua a incidere profondamente sulle opportunità economiche, ma per valutare il reale potere d’acquisto non basta guardare alla busta paga: salari, occupazione, servizi e costo della vita devono essere considerati insieme.
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