Scuola fino a 18 anni? No, lavoro prima dei 18 anni

Fa discutere la proposta del ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, di innalzare l'obbligo scolastico. Ma i modelli esteri dicono che la vera risorsa è l'alternanza scuola-lavoro

Scuola fino a 18 anni? No, lavoro dai 18 anni. O anche prima. Mentre fa discutere la proposta del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, di innalzare l’obbligo scolastico fino alla maggiore età, ci sono alcuni modelli esteri che raccontano un’altra realtà. L’alternanza scuola-lavoro è solo il primo passo del sistema duale già collaudato in Paesi come Germania e Svizzera. In questi Stati gli studenti che hanno assolto al primo ciclo di scuole secondarie a 16 anni possono cominciare un percorso di 2-3 anni che alterna lezioni in aula a formazione in azienda. Si tratta di un lavoro vero, retribuito con un fisso di circa mille euro al mese. Alla fine del percorso può arrivare l’assunzione diretta o in aziende dello stesso settore che sanno di poter contare su lavoratori formati sulle necessità del loro comparto.

SCUOLA FINO A 18 ANNI? NO, AL LAVORO PRIMA DEI 18 COL SISTEMA DUALE

Il sistema più famoso è quello tedesco, avviato nel 1969 e dal 2005 diviso tra il 70% di ore al lavoro e 30% di lezioni professionali e di cultura generale. Sono previsti 350 programmi professionali, con retribuzioni che viaggiano in media sui 795 euro con punte di mille per i lavoratori dei settori più complessi. Alla fine del percorso il tasso di occupazione è del 95%.

In Svizzera addirittura questi percorsi assumono due terzi degli studenti. Si parte a 15 anni con quattro giorni in azienda e due sui banchi. Per loro c’è un destino da operai? Nient’affatto, non mancano gli amministratori delegati arrivati da questi percorsi. Le occupazioni possibili sono 230, con dieci percorsi che predominano nel settore commerciale e sanitario. La disoccupazione giovanile nella confederazione è al minimo: 7,7% nel 2016, la metà della media Ocse (13%).

Prestigio, retribuzione e sbocchi immediati sul lavoro: ecco i punti di forza del sistema duale, ben diverso dai percorsi professionali italiani e dal sistema dell’alternanza scuola-lavoro, nonostante programmi sempre più strutturati.

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