Il rinnovo dei contratti della PA riguardano i dipendenti degli Enti locali, il personale scolastico e quello sanitario.
“Abbiamo concluso a tempo record questa tornata contrattuale per tutti i comparti e ora cominciamo a lavorare per il ciclo 2025/27”, ha dichiarato Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica Amministrazione.
Le novità principali
Il rinnovo dei contratti per la PA riguarda anche chi ricopre le funzioni centrali. Si tratta di 194 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come Inps, Inail, Aci.
Sono previsti aumenti medi del 6%: 165,85 euro lordi al mese per 13 mensilità, che però vanno da un massimo di 194 euro per le elevate professionalità ai 155,10 euro per i funzionari, fino ai 127,70 euro per gli assistenti e i 121,40 euro per gli operatori. Il nuovo assetto comprende gli Enti locali. L’Aran ha siglato l’intesa con Cisl, Uil e Cga mentre la Cgil si è sfilata.
Scuola e sanità
Anche per i settori della scuola e della sanità ci sono voluti mesi di trattative. L’accordo sul comparto Istruzione e Ricerca interessa circa 1,2 milioni di dipendenti, di cui 850 mila docenti. Le risorse stanziate nelle precedenti Leggi di bilancio ammontano a circa 3 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 240 milioni previsti nel Decreto Maturità approvato il 28 2025 dalla Camera dei Deputati.
Gli aumenti medi previsti sono di circa 150 euro per 13 mensilità, con picchi di 185 euro per gli insegnanti, in base all’anzianità di servizio, e 240 euro per i ricercatori e i tecnologi. Il contratto consentirà il pagamento di arretrati che per i docenti possono raggiungere circa 2 mila euro.
Per quanto riguarda la sanità, dopo la pre-intesa dello scorso giugno e il parere positivo della Corte dei Conti, ci saranno aumenti di stipendio per infermieri, ostetriche, amministrativi e sanitari. In totale sono coinvolti 581 mila lavoratori, fino a 172 euro lordi al mese, in busta paga già da novembre per gli arretrati 2024-25 (13 mensilità).
Sono stati inoltre introdotti e/o rivisti alcuni aspetti degli istituti contrattuali. Fra questi, la possibilità, in via sperimentale e garantendo comunque qualità e livello dei servizi resi all’utenza, di spalmare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su quattro giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori alla settimana corta. Infine è stato introdotto il nuovo profilo di assistente infermiere e sono state estese alcune tutele relative a permessi, assenze, congedi e formazione del personale.
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