In Italia, chi domina l’economia per fatturato e utili, comanda anche sul fronte dell’occupazione. Secondo Le Principali società italiane 2025, il rapporto appena pubblicato dall’Area Studi Mediobanca, sono le grandi imprese pubbliche a guidare la classifica dei datori di lavoro.
In testa c’è Poste Italiane, con 119.117 dipendenti, seguita da Ferrovie dello Stato (96.335) e Leonardo, che sfiora i 61 mila addetti (+12,9% sul 2023). Appena sotto, Enel, con 60.359 risorse. Tutte superano abbondantemente la soglia delle 50 mila unità e tutte, tranne Leonardo, registrano una presenza fortemente nazionale.
La forza lavoro di queste aziende, che si basa sui dati del 2024, è concentrata in Italia: Poste impiega quasi esclusivamente personale italiano, Ferrovie l’85% del totale, Leonardo il 61% ed Enel il 52%. Non è solo una questione di dimensioni, ma di capillarità territoriale e funzione pubblica.
Occupazione in Italia: le big del privato
Fuori dal perimetro pubblico, il primo grande datore di lavoro è Oniverse Holding (45.886 dipendenti), la galassia che riunisce brand come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Signorvino. Il gruppo si distingue per l’89% di occupazione femminile e oltre metà under 30.
Segue Webuild, con 41.719 lavoratori, e Almaviva, attiva nell’Ict e nell’innovazione digitale, con 41.512 dipendenti, il 57% dei quali ha meno di 30 anni.
Questi gruppi rappresentano una parte più agile e giovane del mercato del lavoro, con modelli organizzativi differenti ma una forte incidenza generazionale e femminile. Sono segnali che indicano dove si muove il nuovo lavoro privato, spesso più frammentato ma anche più dinamico.
La classifica occupazionale racconta molto più di una semplice somma di contratti. Mostra chi ha un peso reale nei territori, chi garantisce stabilità, chi costruisce carriere. Accanto alle classifiche su ricavi, utile netto o performance industriali, questa è forse la graduatoria più concreta.
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