Dicembre, come di consueto, porta con sé l’accredito della tredicesima. Si tratta di una busta paga in più rispetto ai 12 mesi lavorati, che viene accreditata a dicembre di ogni anno a tutti i dipendenti, compresi gli apprendisti e i lavoratori domestici, e ai pensionati.
Arriva non oltre il 24 dicembre, a meno che non sia previsto un termine differente dal contratto collettivo del settore di riferimento, mentre i pensionati la troveranno nel cedolino partire dal 1° dicembre.
Come si calcola la tredicesima
La tredicesima è una retribuzione differita, che viene maturata durante tutto l’anno. Non è prevista una cifra fissa, né un metodo universale a quanto potrebbe ammontare. Le modalità di calcolo specifiche vengono stabilite dai vari contratti, ma in genere dipende dalla retribuzione globale di fatto percepita durante l’anno di riferimento, a seconda dell’importo degli elementi fissi dello stipendio.
Di solito è pari a un dodicesimo dello stipendio totale percepito ogni mese. Il meccanismo vale anche per chi ha un contratto part-time e l’importo si calcola sulla base del numero di ore lavorate. Secondo questo principio, quindi, incidono anche le assenze, esclusi alcuni casi ritenuti legittimi. Basti pensare ai congedi di maternità e paternità e quelli matrimoniali, agli infortuni sul lavoro e alle malattie che vengono regolamentati dal contratto.
Certamente incide la tassazione. Anche se si segue il regime ordinario – quindi con i contributi previdenziali canonici e con le aliquote Irpef del 23% fino a 28mila euro di reddito, 35% per la fascia fino a 50mila e 43% per gli importi superiori – non si applicano le detrazioni fiscali canoniche dello stipendio. Ecco perché è sicuramente inferiore, inoltre viene conteggiata ai fini del calcolo del Tfr e non vengono considerati straordinari, bonus occasionali e le varie indennità non fisse.
Il Governo aveva pensato di detassare la tredicesima tramite la Manovra 2026. Le alternative sarebbero state due: una totale esenzione dall’Irpef oppure l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata, sulla scia dell’aliquota ridotta del 10% che è già prevista per i premi di produttività, ma pare non ci siano le risorse finanziarie necessarie.
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