Il mercato del lavoro in Italia mostra segnali contrastanti a febbraio 2026. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’occupazione registra una diminuzione su base mensile, mentre resta leggermente positivo nel confronto annuo.
Nel dettaglio, a febbraio si contano 29 mila occupati in meno rispetto a gennaio. In questo modo si registra un -0,1%. Su base annua, invece, si attesta un incremento di 13 mila unità. Un dato che evidenzia una fase di rallentamento dopo i livelli record raggiunti a inizio anno.
Calo mensile trainato dai dipendenti
La flessione congiunturale dell’occupazione coinvolge in particolare il lavoro dipendente. Gli impiegati permanenti diminuiscono dello 0,2%, mentre quelli a termine registrano un calo più marcato (pari a un -0,5%). In controtendenza cresce il lavoro autonomo dello 0,2%, Questo dato rappresenta l’unica componente in aumento nel mese.
Il saldo complessivo negativo è inoltre influenzato da dinamiche di genere. Diminuisce l’occupazione maschile di 58 mila unità, mentre cresce quella femminile di 29 mila. Un segnale che conferma trasformazioni strutturali nel mercato del lavoro italiano.
Crescita annua limitata e squilibri generazionali
Su base annua, la crescita dell’occupazione resta contenuta. L’aumento di 13 mila occupati è infatti il risultato di andamenti molto differenziati tra le varie categorie. A trainare i numeri sono soprattutto gli over 50, che registrano un incremento significativo pari a 432mila unità.
Al contrario, calano tutte le altre fasce d’età: -267mila tra i 35 e i 49 anni, -34 mila tra i 25 e i 34 anni e -118 mila tra i più giovani (15-24 anni). Questo squilibrio riflette anche l’andamento demografico del Paese e segnala criticità strutturali, in particolare per l’occupazione giovanile.
Disoccupazione in aumento
Parallelamente, il tasso di disoccupazione sale al 5,3%, confermando un peggioramento del quadro complessivo in Italia. L’aumento delle persone in cerca di lavoro si inserisce in un contesto in cui cresce anche il numero degli inattivi, soprattutto tra i giovani. Nella fascia 15-24 anni, ad esempio, si registra un incremento di 199mila inattivi su base annua.
I dati di febbraio arrivano dopo un periodo positivo: a gennaio 2026, infatti, l’occupazione aveva raggiunto il livello più alto dall’inizio delle serie storiche, con oltre 24 milioni di occupati. Il confronto evidenzia quindi una fase di assestamento, in cui la crescita rallenta e emergono fragilità strutturali.
Il mercato del lavoro italiano resta in equilibrio precario. Da un lato, ci sono segnali positivi su base annua; dall’altro, una contrazione nel breve periodo e forti disparità tra generazioni e tipologie di occupazione. Una dinamica che conferma come la crescita occupazionale, pur presente, non sia ancora consolidata.
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