L’AI entra sempre più nelle selezioni di lavoro su LinkedIn. Hiring Assistant, l’agente della piattaforma dedicato ai recruiter, è ora disponibile anche in italiano e può comprendere i requisiti di una posizione, cercare i profili più coerenti, analizzare candidature e preparare il contatto con i potenziali candidati. La scelta finale resta invece nelle mani del selezionatore.
Il lancio arriva mentre aumenta la pressione sui professionisti delle Risorse umane. In Italia il 52% dei recruiter afferma che trovare talenti qualificati è diventato più difficile nell’ultimo anno e il 63% si sente impreparato a gestire le crescenti aspettative legate al proprio ruolo. Prima della versione italiana, Hiring Assistant in inglese era già stato adottato da oltre 80 aziende nel Paese.
Così LinkedIn prova a capire meglio competenze e profili
L’agente utilizza i segnali in tempo reale della rete LinkedIn, che conta oltre 1,4 miliardi di membri, e punta a comprendere competenze e requisiti senza fermarsi alle tradizionali corrispondenze per parole chiave. Secondo LinkedIn, i recruiter che utilizzano Hiring Assistant in italiano esaminano in media l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati.
È un passaggio interessante anche visto dalla prospettiva di chi cerca lavoro sulla piattaforma. Se sul fronte delle aziende LinkedIn punta ora a interpretare meglio competenze e ruoli attraverso l’AI, per i candidati la pertinenza dei risultati delle ricerche resta un aspetto delicato: le parole utilizzate per individuare una posizione possono infatti restituire opportunità non sempre coerenti con il profilo professionale cercato.
«L’AI non sostituisce il giudizio del recruiter, ma lascia alle persone la responsabilità di scegliere altre persone», sottolinea Moreno Ferrario, Enterprise and Public Sector Leader di LinkedIn Italia. Hiring Assistant può cercare, analizzare e formulare raccomandazioni, ma non può decidere autonomamente un’assunzione, escludere un candidato o spostarlo nella pipeline di selezione.
A livello globale, LinkedIn indica per chi utilizza l’agente un tasso di accettazione delle InMail superiore del 66% rispetto ai metodi di sourcing tradizionali e un risparmio di 1,5 ore per posizione nella ricerca dei candidati più qualificati. Le aziende che lo adottano registrano inoltre, in media, l’11% in più di assunzioni di qualità e il 18% in più di talenti altamente ricercati. In Italia Hiring Assistant è già utilizzato, tra gli altri, da Mermec, A2A e Tod’s ed è disponibile come add-on a LinkedIn Recruiter. La società dichiara che la soluzione è progettata per essere conforme al Gdpr e all’AI Act europeo e che i modelli vengono sottoposti a verifiche continue su fairness e bias.
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