Perché le imprese familiari innovano meno: il ruolo dei vertici

Ricerca su 393 Pmi italiane: nelle imprese familiari la volontà di innovare cresce con team manageriali più diversificati e con maggiore confronto interno

Imprese familiari, l’innovazione si decide al vertice© Shutterstock

Nelle imprese familiari la spinta all’innovazione non dipende solo dalle risorse disponibili, ma soprattutto da come è composto il vertice aziendale e da come si prendono le decisioni. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sul Journal of Product Innovation Management e firmata da Paola Rovelli, Marco Mismetti, Cristina Bettinelli e Mara Bergamaschi.

Lo studio riporta al centro il cosiddetto paradosso della capacità rispetto alla volontà di innovare: molte imprese familiari hanno le risorse per farlo, ma non sempre mostrano la stessa propensione ad avviare nuovi processi innovativi.

Il ruolo del top management nelle imprese familiari

La ricerca si concentra sul top management team, cioè il gruppo dirigente responsabile delle principali decisioni strategiche dell’impresa, comprese quelle legate all’innovazione. Due i fattori presi in esame: la diversità delle competenze presenti nel management e il livello di dialogo e confronto interno tra i manager.

Quando il team dirigente riunisce competenze ed esperienze diverse – ad esempio in finanza, marketing o ricerca e sviluppo – aumenta il numero di prospettive e informazioni disponibili per affrontare le scelte strategiche e orientare i processi di innovazione.

Lo studio su 393 pmi italiane

L’analisi si basa su 393 piccole e medie imprese italiane con 10-500 dipendenti. Nel campione la diversità funzionale del management raggiunge in media 3,29 punti su 4, mentre l’intenzione di innovare è pari a 4,04 su 5.

Nelle imprese familiari, però, la propensione all’innovazione risulta più bassa. Secondo lo studio, il 41% del divario rispetto alle aziende non familiari è spiegato proprio dalla minore diversità di competenze nei team dirigenziali.

Gruppi manageriali più omogenei, con background simili, tendono infatti ad avere un orizzonte di conoscenze più limitato e una minore propensione al rischio e al cambiamento, con una conseguente riduzione dell’intenzione innovativa.

Diversità e confronto interno per sostenere l’innovazione

La ricerca evidenzia tuttavia che la sola diversità del management non è sufficiente. Nelle imprese familiari l’impatto positivo di un team dirigente eterogeneo sulla volontà di innovare cresce quando è accompagnato da un elevato livello di dialogo e discussione aperta tra i membri del Gruppo.

Un clima in cui i manager possono esprimere opinioni diverse, sollevare dubbi e confrontarsi in modo costruttivo rafforza infatti la capacità del vertice aziendale di prendere decisioni orientate all’innovazione.

Per le imprese familiari, spesso impegnate a gestire passaggi generazionali e nuove sfide competitive, la composizione del management e la qualità del confronto interno possono quindi diventare leve strategiche decisive per sostenere i processi di innovazione.

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