Manager, ferie connesse: solo il 3,4% stacca davvero

Quasi uno su due resta reperibile o operativo. E per oltre quattro dirigenti su dieci le urgenze hanno già accorciato la pausa

Manager, ferie connesse: solo il 3,4% stacca davvero© Shutterstock

Le ferie dei manager italiani sono sempre meno un prolungamento dell’ufficio, ma non ancora uno spazio davvero libero dal lavoro. Secondo un’indagine di AstraRicerche per Manageritalia – realizzata questo mese su 1.018 interviste online a manager iscritti all’associazione – l’86,8% ha già fatto o farà certamente vacanze tra metà giugno e metà settembre. Ma il dato decisivo è un altro: solo il 3,4% sarà completamente disconnesso e irraggiungibile.

La maggioranza si muove in una zona intermedia. Il 49,6% sarà reperibile in vacanza solo per reali emergenze, portando al 53% la quota di chi si considera disconnesso o disponibile soltanto nei casi più urgenti. Dall’altra parte, però, il 47% resterà reperibile o operativo: il 44,8% con regolarità per questioni di lavoro e il 2,2% come se stesse lavorando.

Ferie connesse, manager tra emergenze e smartphone

Il risultato dello studio racconta una trasformazione ancora incompiuta. Le vacanze non sono più vissute soprattutto come tempo per pianificare il rientro o cercare nuovi stimoli professionali: il periodo estivo viene associato allo stare con partner, famiglia e parenti dal 97,8% degli intervistati e al riposo della mente dal 94,4%. Cresce anche il bisogno di recuperare ciò che durante l’anno resta fuori dalla vita lavorativa, indicato dall’88,8%.

Eppure il lavoro continua a entrare nelle vacanze. Nell’ultimo anno il 41,5% dei manager ha dovuto interrompere o abbreviare la pausa per un’urgenza professionale; per il 20,7% è accaduto più di una volta. È il segno che la reperibilità non resta sulla carta: può diventare una chiamata, una decisione da prendere, un rientro anticipato. Il fenomeno pesa soprattutto sui più giovani. Tra gli under 45, il 56% ha subito almeno un’interruzione delle ferie per motivi di lavoro. Nelle aziende di media dimensione, tra 50 e 249 lavoratori, la quota sale al 50,3%, più che nelle piccole realtà e nelle imprese sopra i mille addetti. La pausa estiva, quindi, resta più fragile dove responsabilità e complessità organizzativa sembrano lasciare meno margini di copertura.

Disconnessione totale? Una scelta rara

Il telefono è la misura più concreta di questa ambivalenza. Durante le vacanze, il 40,2% dei manager dedica allo smartphone per motivi di lavoro tra 30 minuti e un’ora al giorno. Un altro 30,1% supera l’ora quotidiana e, tra questi, il 7,5% va oltre le due ore. Solo il 2% dichiara di non guardarlo affatto per ragioni professionali. La connessione digitale si riduce, ma quasi mai scompare. L’81,2% afferma che durante le ferie sarà connesso a Internet meno rispetto al periodo lavorativo, mentre il 18,8% resterà online come durante l’anno o persino di più. A staccare completamente dal web sarà appena il 2,1%.

Anche la disponibilità a pagare la piena disconnessione resta bassa. Appena il 20,8% rinuncerebbe a una parte della retribuzione in cambio della garanzia di staccare completamente durante le ferie, mentre il 79,2% non lo farebbe. Il benessere è riconosciuto come valore, ma non fino al punto di diventare merce di scambio con il salario.

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