La quarta serata dei Business People Talks si è distinta per equilibrio, ritmo e autenticità. Merito della chimica tra i due protagonisti, che hanno dato vita a un dialogo intenso e coinvolgente, senza mai forzare il tono o cedere alla retorica. Da una parte Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, dall’altra Massimiliano Di Silvestre, presidente e Ceo di Bmw Italia: mondi distanti per settore e linguaggio, ma vicini nella visione. Il risultato è stato un confronto concreto, capace di tenere alta l’attenzione e generare connessioni, in perfetto stile BP Talks.
Tutto questo nella consueta cornice esclusiva di W Executive a Palazzo Bocconi di Milano, con la sala gremita di manager e professionisti. A condurre il racconto, come sempre, Alessio Viola, giornalista di SkyTg24 e anchorman del format, che ha alternato domande puntuali e registri diversi, mantenendo viva la dinamica tra i due ospiti.
«Illycaffè è presente in 146 Paesi. Il nostro obiettivo è servire tutti quei consumatori che vedono nel caffè un momento di coccola nella giornata», ha esordito Scocchia, sintetizzando il posizionamento del brand che guida da quasi quattro anni. Per Di Silvestre, la definizione è altrettanto chiara: «Bmw è innovazione guidata dall’emozione». Non solo tecnologia e design, ma anche posizionamento. «Siamo un brand lifestyle, lavoriamo con il mondo della moda, dello sport, della cultura. E una cosa è certa: non faremo mai auto noiose».
Il secondo tema affrontato – un classico dei BP Talks – riguarda l’immagine che i due Ceo avevano del loro ruolo prima di ricoprirlo. Scocchia ha ricordato il suo sogno da bambina, nel piccolo paese di Coldirodi, vicino a Sanremo: «Quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo: l’amministratore delegato. Mi prendevano un po’ in giro. Poi ho iniziato a correre, come Forrest Gump. E non mi sono più fermata». L’amore per la strategia e l’idea di essere un “direttore d’orchestra” sono nati presto. «Non ho mai voluto specializzarmi in una funzione. Volevo vedere l’insieme, poter scegliere lo spartito e far “suonare” bene l’azienda, anche nei momenti di difficoltà».
Di Silvestre ha raccontato una passione per i motori nata in famiglia: «Passavo ore nel garage, seduto nella Bmw 320i di mio padre. Immaginavo la guida, le emozioni. Oggi, dopo un percorso nazionale e internazionale, essere a capo di Bmw Italia è motivo di grande orgoglio». Come l’attuale a.d. di illycaffè – che guardava con interesse a una carriera militare, allora preclusa alle donne – anche Di Silvestre da giovane ha pensato all’Accademia: «Ero attratto dall’Arma dei Carabinieri». Poi ha prevalso il richiamo dell’automotive.

© Valerio Pardi
Transizioni e scelte
Quando si parla di futuro, i due mondi mostrano fragilità diverse, ma una stessa urgenza di visione. «La scadenza imposta dall’Ue al 2035 per il 100% elettrico è una decisione scellerata, per almeno tre motivi», ha detto senza mezzi termini Di Silvestre. «Primo: l’obiettivo non è raggiungibile. In Norvegia la penetrazione dell’elettrico è intorno al 90%, in Italia al 5%, in Europa tra il 12 e il 18%. Pensare che in dieci anni tutto diventi elettrico non è realistico. Secondo: l’obiettivo della transizione è la decarbonizzazione, non l’eliminazione di motorizzazioni virtuose. Per questo il nostro approccio è olistico: investiamo su cinque propulsioni, tra cui Euro 7, ibrido, plug-in, elettrico e idrogeno. Terzo: una transizione così forzata mette a rischio la supply chain europea, in particolare quella italiana, che è un’eccellenza. Bisogna aiutare la filiera a fare la transizione, non cancellarla».
Per Scocchia, la “tempesta perfetta” che ha colpito il mercato del caffè ha avuto origine nel 2022 e continua ancora oggi: «Il caffè verde ha superato i 400 centesimi per libbra, contro i 100-130 che erano la norma. Prima il cambiamento climatico, poi il blocco temporaneo del Canale di Suez, infine i dazi imposti da Trump al Brasile. Oggi il problema è la speculazione, che nasce alla Borsa di New York, ma influenza i prezzi a livello globale. Il risultato è che il costo della materia prima è quadruplicato, e la tazzina al bar continua a salire».
In uno dei momenti più apprezzati della serata, Scocchia ha condiviso la sua filosofia di fronte alle difficoltà: «In salita si accelera. È l’unico modo per scollinare. Se ti fermi, se hai paura, non ce la farai mai. Ma accelerare non vuol dire dimenticare i valori: servono coraggio e senso di responsabilità. E soprattutto, mettere sempre prima le persone. Senza se e senza ma».
Spazio poi all’innovazione, in due forme molto diverse. Per Bmw, la scommessa è la Neue Klasse, «una tech car rivoluzionaria, che segna una svolta nel design e nella digital experience», ha spiegato Di Silvestre. «È la prima auto costruita su una nuova piattaforma, completamente elettrica, con linee decise, un frontale che richiama con forza l’identità del marchio e un abitacolo radicalmente diverso: niente cruscotto, tutte le informazioni sono proiettate sul parabrezza grazie al sistema Panoramic iDrive, brevettato da Bmw. L’autonomia è di 800 km e garantisce 400 km in 10 minuti di ricarica». Ma a colpire è anche il richiamo alle origini: «Il nome Neue Klasse si ispira a un modello disegnato da Giovanni Michelotti negli anni 60, che aiutò Bmw a uscire dalla crisi del Dopoguerra e aprì la strada al successo della Serie 3. In un momento di massima trasformazione, abbiamo scelto di ispirarci a un concetto italiano. Ed è qualcosa di cui io e i miei colleghi siamo molto orgogliosi».
Per illycaffè, l’innovazione si è espressa anche attraverso una campagna inaspettata: «Volevamo celebrare l’International Coffee Day, coinvolgendo i nostri collaboratori. Lo spot è nato per i social, ma l’entusiasmo è stato tale che lo abbiamo portato in Tv. Racconta chi siamo, senza filtri: il valore di chi lavora ogni giorno con passione e competenza per garantire qualità. Nessun attore: solo le nostre persone».
Le decisione più difficile
Alla domanda sulla decisione più difficile, Scocchia ha riportato il pubblico al febbraio 2020, quando ricopriva il ruolo di Ceo di Kiko Milano: «Avevamo appena completato il turnaround dell’azienda, dopo due anni durissimi. Poi è arrivato il Covid. Prima ancora dei Dpcm, abbiamo deciso di chiudere i negozi e mettere 7.000 persone in cassa integrazione, per tutelare la loro salute. Quando ho saputo che l’e-commerce dipendeva da fornitori nella bergamasca – in piena zona rossa – ho deciso di fermarlo. Era l’unica fonte di profitto, ma era giusto così. È stata una decisione molto discussa. Devo ringraziare Antonio Percassi, che alla fine del consiglio più difficile della mia carriera ha detto: “Ho scelto la Scocchia come comandante della nave. E il comandante non si mette in discussione durante la tempesta”».
Di Silvestre ha raccontato come, nel post-Covid, abbia scelto di ripartire dalle persone: «Abbiamo coinvolto la rete, lavorato come imprenditori, non solo come manager. I dealer ci hanno dato fiducia e ci hanno restituito molto. Nei due anni successivi, l’Italia è stato il Paese con la crescita più alta al mondo nel gruppo Bmw». Anche l’a.d. di illycaffè hanno rivendicato il legame con il territorio, parlando della scelta di raddoppiare la capacità produttiva con un investimento da 120 milioni a Trieste: «Ci hanno proposto alternative più economiche, ma siamo fieramente italiani. Negli ultimi sei mesi abbiamo assunto 100 persone. Crediamo nel nostro Paese».
Di Silvestre ha commentato poi l’arrivo sul mercato europeo dei brand automotive cinesi: «Sono determinati, ed è una sfida stimolante. La competizione fa parte del nostro Dna. L’abbiamo già vissuta con i giapponesi e poi con i coreani. Ora tocca ai cinesi. Ma il tema non è solo esserci: è restare leader. E per farlo dobbiamo continuare a lavorare con umiltà e intelligenza».

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Finale in leggerezza
Nel finale, spazio anche a domande più leggere. Scocchia ha confessato di amare il cappuccino con zucchero e cacao – «un’eresia per chi lavora in questa azienda, lo so, ma è la verità» – mentre Di Silvestre ha dichiarato di preferire un caffè corto, generalmente illy. Se potessero incontrare qualcuno? Lei sceglierebbe il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, in segno di gratitudine verso chi ogni giorno serve il Paese. Di Silvestre, farebbe volentieri un viaggio in auto con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen «per spiegarle cos’è l’automobile. Non è solo tecnologia. È libertà, comunità, cultura». Scocchia ha sorriso: «Magari mi date un passaggio. Anch’io avrei un paio di cose da dirle». Di Silvestre ha colto al volo l’occasione: «La carico e te la porto», ha detto ridendo, tra gli applausi del pubblico.
Prima dei saluti, Scocchia ha approfittato dell’invito di Alessio Viola a rivolgere una domanda al collega: «C’è una domanda che fanno sempre a me e mai agli uomini. Te la faccio io: come concili lavoro e vita personale?». «Non sono molto bravo a conciliare le due cose», ha risposto Di Silvestre. «Sono sempre stato un po’ troppo sbilanciato dalla parte professionale. Però accolgo la tua domanda come un suggerimento!».
Cos’è la leadership
«La leadership non è potere, è responsabilità. E in tempi difficili va esercitata con etica e coraggio». Per Cristina Scocchia, guidare un’azienda significa mettere le persone al primo posto, sempre. Lo ha dimostrato nel 2020, quando decise di chiudere l’e-commerce di Kiko durante la pandemia, nonostante fosse l’unica fonte di fatturato: «Se non metti le persone prima nei momenti difficili, non vale farlo quando è facile».
Massimiliano Di Silvestre ha parlato di leadership come della capacità di capire cosa c’è da imparare prima degli altri, ispirare le persone e prendere decisioni insieme a loro. «In un processo di trasformazione», ha detto, «chi riesce a fare queste tre cose guida davvero».
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