Lavoro, occupazione record ma crescita solo per gli over 50

Lavoro, occupazione record ma crescita solo per over 50© Shutterstock

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali positivi in termini di numeri complessivi, con tassi di occupazione e di disoccupazione ai livelli più favorevoli degli ultimi venti anni. Tuttavia, un’analisi più approfondita dei dati evidenzia dinamiche non uniformi tra diverse fasce d’età e, soprattutto, tra uomini e donne.

Secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato al 5,7%, un livello che rappresenta il valore più basso registrato dall’inizio delle serie storiche ventennali. Questo calo, rivendicato anche dal governo come una conferma delle politiche del lavoro attuate, appare però più complesso se osservato assieme ad altri indicatori.

Allo stesso tempo, il tasso di occupazione complessivo è salito fino al 62,6%, segnalando un livello di persone occupate mai così alto negli ultimi venti anni. Tuttavia questo dato nasconde trend differenti all’interno della popolazione lavorativa. Infatti l’aumento dell’occupazione riguarda principalmente gli over 50, mentre le fasce più giovani, in particolare le donne under 35, mostrano riduzioni nei livelli di occupazione rispetto a vent’anni fa.

Occupazione in Italia: cosa dicono i numeri

Gli ultimi dati Istat sul lavoro in Italia parlano chiaro: l’occupazione è a livelli record e la disoccupazione ai minimi. Quest’ultima si attesta al 5,7%, in calo rispetto alle rilevazioni precedenti. L’occupazione è al 62,6%, il massimo storico recente, influenzato però anche dalla dinamica degli inattivi, ossia chi non cerca più lavoro.

Si registra una crescita per gli over 50. I dati mostrano che la principale spinta all’aumento occupazionale viene da questa fascia d’età, anche a causa dell’aumento dell’età pensionabile e della maggiore permanenza nel mercato del lavoro.

I giovani e donne sono quelli meno coinvolti. Mentre la disoccupazione complessiva cala, le giovani donne e i lavoratori più giovani non vedono lo stesso incremento di opportunità, con alcuni gruppi perfino in diminuzione rispetto al 2004.

Le donne nel mercato del lavoro

Le donne non stanno beneficiando allo stesso modo della crescita occupazionale. In particolare, l’occupazione delle under 35 è in calo rispetto a vent’anni fa, mentre le lavoratrici over 50 sono aumentate in modo significativo.

Questo quadro si inserisce in una dinamica più ampia che vede persistere un divario di genere nel mercato del lavoro italiano. Dati recenti dell’Istat e altre analisi mostrano infatti che il tasso di occupazione femminile resta inferiore a quello maschile, contribuendo a un gap che si riflette anche a livello europeo, dove l’Italia continua a presentare tra i tassi di occupazione femminile più bassi dell’Unione. Le cause di questa disparità sono molteplici: difficoltà nella conciliazione tra lavoro e famiglia, insufficiente offerta di servizi di supporto (come asili nido), e una maggiore incidenza di contratti a tempo parziale e precario fra le lavoratrici.

Nonostante i segnali positivi, alcuni osservatori richiamano l’attenzione su una lettura più cauta delle statistiche. Il calo del tasso di disoccupazione può essere influenzato dall’aumento degli inattivi, ossia persone che non cercano più lavoro. Questo fenomeno può far apparire il mercato del lavoro più solido di quanto non sia in realtà. Inoltre, se da un lato aumentano i posti di lavoro totali, non tutti questi sono stabili o ben remunerati, e le differenze tra genere e generazioni restano marcate.

Lavoro in Italia, luci e ombre

I dati di inizio 2026 mostrano un mercato del lavoro italiano caratterizzato da pro e contro. I principali indicatori macroeconomici migliorano, confermando un tasso di occupazione ai massimi e una disoccupazione storicamente bassa, ma le dinamiche interne rivelano profonde disuguaglianze. La crescita del lavoro interessa soprattutto gli over 50, mentre le donne più giovani continuano a essere marginalizzate nel mercato del lavoro. Per rendere questi risultati davvero strutturali e inclusivi sarà necessario affrontare quelle barriere sistemiche — sociali, culturali e infrastrutturali — che impediscono a molte donne di partecipare pienamente alla vita lavorativa del Paese.

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