Lavoro e assunzioni, quasi una su due è difficile da coprire: frena il mismatch

Secondo Confindustria il 69,8% delle imprese ha difficoltà a reperire personale© Shutterstock

Le imprese italiane continuano a cercare personale, ma trovare i profili giusti resta una delle principali sfide del mercato del lavoro e le assunzioni scarseggiano. Secondo il terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, realizzato da CNEL e Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro, dell’Istat e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, nel primo semestre del 2026 le aziende hanno programmato 2 milioni e 869 mila assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedono difficoltà nel reperire i lavoratori necessari.

Il dato mette in evidenza un paradosso. Mentre le imprese faticano a trovare personale qualificato, una parte consistente della popolazione resta ai margini. Secondo il rapporto, il bacino di forza lavoro inutilizzata non comprende soltanto i disoccupati, ma anche le cosiddette “forze di lavoro potenziali” e gli inattivi. Tra questi, le donne e l’occupazione femminile rappresentano la componente più numerosa, con quasi 15 milioni di persone, circa cinque milioni in più rispetto agli uomini.

I settori più ricercati

La domanda di lavoro continua a essere trainata dal settore dei servizi, che concentra circa il 72% delle assunzioni previste, mentre le micro e piccole imprese si confermano il principale motore dell’occupazione, con oltre 1,8 milioni di ingressi programmati nel semestre. Tuttavia, molte delle nuove assunzioni sono destinate a sostituire lavoratori che lasciano l’azienda, più che a creare nuova occupazione.

Il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro non è nuovo, ma assume un carattere sempre più strutturale. Le imprese segnalano difficoltà soprattutto nel reperire profili tecnico-specialistici e operai qualificati, mentre il progressivo invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la riduzione della forza lavoro disponibile contribuiscono ad ampliare il divario.

I fattori che incidono sul calo delle assunzioni

Analisi basate sui dati del sistema informativo Excelsior mostrano che la principale causa delle difficoltà di assunzione è oggi la mancanza di candidati, più ancora del disallineamento delle competenze, con criticità particolarmente accentuate nei comparti delle costruzioni, della metalmeccanica e dell’ICT.

Per il presidente del CNEL, Renato Brunetta, il Paese non può più permettersi questo squilibrio: da una parte le imprese cercano lavoratori senza riuscire a trovarli, dall’altra milioni di persone potenzialmente occupabili restano escluse dal mercato del lavoro. Colmare questa distanza richiederà politiche capaci di rafforzare l’orientamento, la formazione e la riqualificazione professionale, ma anche interventi per aumentare la partecipazione femminile e valorizzare il capitale umano oggi inutilizzato.

Il report conferma quindi che la competitività delle imprese italiane dipenderà sempre più dalla capacità di ridurre il disallineamento tra competenze richieste e disponibili. Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sostenere la formazione continua e incentivare l’ingresso nel mercato del lavoro delle categorie oggi meno rappresentate saranno elementi decisivi per rispondere alla crescente domanda di personale e sostenere la crescita economica del Paese.

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