Italia ultima in Europa per talenti AI: Milano eccelle nei Prompt Engineer

AI e lavoro: già 425 mila licenziamenti nel mondo, cresce l'allarme occupazione© Shutterstock

L’Italia fatica a tenere il passo nella corsa europea all’AI con i propri talenti. Secondo il report “The EU Labour Market: Unlocking Competitiveness in the Age of AI” pubblicato da LinkedIn, il nostro Paese occupa il 24° posto su 27 Stati membri dell’Ue per concentrazione di ingegneri specializzati in intelligenza artificiale. Un risultato che evidenzia il ritardo nella disponibilità di competenze avanzate, nonostante alcune eccellenze territoriali.

Tra queste spicca Milano, che entra nella mappa europea dei principali hub delle nuove tecnologie insieme a città come Parigi, Berlino, Dublino e Madrid. Il capoluogo lombardo non emerge per il numero complessivo di professionisti impiegati nel settore, ma per la presenza di figure altamente specializzate come i Prompt Engineer e i Data Annotator, due professioni sempre più richieste nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa.

I Data Annotator si occupano di classificare ed etichettare grandi quantità di dati – testi, immagini, video e registrazioni audio – indispensabili per addestrare gli algoritmi. I Prompt Engineer, invece, progettano e perfezionano le istruzioni che guidano modelli di AI generativa come ChatGPT, contribuendo a migliorarne precisione ed efficacia.

La fotografia italiana

Nonostante questo punto di forza, il quadro nazionale resta critico. Gli specialisti AI rappresentano appena lo 0,43% degli iscritti italiani su LinkedIn, meno della metà della media europea, pari allo 0,90%. In testa alla classifica figurano invece Lussemburgo, Irlanda, Finlandia ed Estonia, Paesi che negli ultimi anni hanno investito con decisione nella formazione e nell’attrazione di competenze tecnologiche.

A pesare è anche il rallentamento del mercato del lavoro. Il rapporto evidenzia che il tasso di assunzioni in Italia è diminuito del 30% rispetto al periodo pre-pandemia (gennaio 2019-gennaio 2026), un dato peggiore della media europea e secondo soltanto alla Francia. Parallelamente, continua la fuga dei talenti: il saldo migratorio degli ingegneri AI è negativo, segno che il Paese perde più professionisti di quanti riesca ad attrarne.

Il contesto europeo, al contrario, è in forte espansione. Dal 2023 sono stati creati oltre 256 mila nuovi posti di lavoro legati all’intelligenza artificiale, soprattutto nei settori dell’ingegneria AI, delle infrastrutture digitali e dello sviluppo dei modelli generativi. Per colmare il divario, l’Italia dovrà rafforzare gli investimenti in formazione, ricerca e innovazione, creando un ecosistema capace non solo di formare nuovi talenti, ma anche di trattenerli.

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