Istat: occupati in calo ma disoccupazione al minimo

A maggio 2026 gli occupati diminuiscono di 22 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5%. Cresce però il numero degli inattivi

Come affrontare un nuovo ruolo sul lavoro senza perdere l’equilibrio© Shutterstock

Dopo il forte aumento registrato ad aprile, il mercato del lavoro italiano mostra un lieve rallentamento: secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, a maggio 2026 il numero degli occupati è diminuito di 22 mila unità rispetto al mese precedente (-0,1%), mentre il tasso di occupazione è sceso dal 63,1% al 63%. Si tratta di una flessione contenuta, che interrompe però la crescita registrata nei mesi precedenti.

La riduzione degli occupati interessa uomini e donne, coinvolge soprattutto i lavoratori dipendenti a termine e quasi tutte le fasce d’età, ad eccezione degli over 50, che continuano invece a registrare un incremento dell’occupazione. Crescono anche i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e gli autonomi, mentre il calo dei contratti a termine rappresenta il principale fattore che ha determinato la flessione complessiva.

I dati Istat aggiornati sul mondo del lavoro

Nonostante la diminuzione degli occupati, il tasso di disoccupazione è sceso al 5%, nuovo minimo dall’inizio delle serie storiche comparabili, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile. A prima vista il dato potrebbe sembrare positivo, ma l’Istat evidenzia che la riduzione dei disoccupati è accompagnata da un aumento delle persone inattive, cioè di coloro che non lavorano e non cercano un impiego. Il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni sale infatti al 33,6%.

Questo significa che il miglioramento della disoccupazione non deriva esclusivamente dalla creazione di nuovi posti di lavoro, bensì anche dall’uscita di una parte della popolazione dal mercato del lavoro. È un fenomeno che gli economisti osservano con attenzione perché può indicare un crescente scoraggiamento nella ricerca di un’occupazione.

Su base annua, invece, il quadro resta positivo. Rispetto a maggio 2025, i dati Istat sul lavoro evidenziano che gli occupati aumentano di 228 mila unità, grazie soprattutto alla crescita dei contratti a tempo indeterminato (+275 mila) e del lavoro autonomo (+198 mila), mentre continuano a diminuire i rapporti di lavoro a termine (-244 mila). La dinamica conferma una trasformazione del mercato del lavoro verso forme di occupazione più stabili.

Le previsioni future

Il dato di maggio arriva dopo un mese di aprile particolarmente favorevole, quando gli occupati erano aumentati di 123 mila unità, portando il tasso di occupazione al massimo storico del 63,1%. La flessione registrata nell’ultimo mese appare quindi, almeno per ora, come una correzione dopo una fase di crescita sostenuta piuttosto che l’inizio di un’inversione di tendenza.

Il mercato del lavoro italiano continua dunque a mostrare luci e ombre. Da un lato, l’occupazione resta su livelli elevati e la disoccupazione è ai minimi storici; dall’altro, persistono segnali di fragilità legati alla riduzione dei contratti a termine e all’aumento degli inattivi. Nei prossimi mesi sarà determinante verificare se il rallentamento di maggio rappresenti un episodio isolato oppure l’inizio di una fase di minore espansione dell’occupazione, anche alla luce dell’evoluzione del quadro economico nazionale e internazionale.

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