Ikea avvia una profonda riorganizzazione globale e fa un importante annuncio: il colosso svedese taglia 850 posti di lavoro nel mondo, di cui circa 300 in Svezia. La decisione riguarda soprattutto gli uffici centrali e le funzioni amministrative del gruppo, mentre i negozi continueranno a rappresentare il cuore operativo dell’azienda. La scelta arriva in un momento complesso per il settore retail e dell’arredamento, segnato dal rallentamento dei consumi e dalla pressione sui margini.
Secondo quanto comunicato da Inter Ikea Group, holding che controlla il marchio svedese e coordina il sistema dei franchise a livello internazionale, l’obiettivo è rendere l’organizzazione “più semplice e veloce”, riducendo la complessità interna accumulata negli ultimi anni. Il direttore finanziario Henrik Elm ha spiegato che il gruppo vuole migliorare l’efficienza decisionale e contenere i costi per poter mantenere prezzi competitivi per i consumatori.
Gli obiettivi di Ikea
La ristrutturazione di Ikea, che taglia 850 posti di lavoro, arriva dopo un anno fiscale difficile. L’utile netto di Inter Ikea Group nel 2024/25 è diminuito del 32%, mentre la domanda globale di arredamento ha rallentato rispetto agli anni del boom post-pandemia. Inflazione, aumento dei tassi d’interesse e maggiore prudenza delle famiglie nelle spese per la casa hanno inciso sulle vendite in diversi mercati europei e nordamericani.
Il gruppo punta ora a una trasformazione più orientata al digitale e ai piccoli format urbani. Negli ultimi anni Ikea ha investito nell’e-commerce, nei servizi di consegna rapida e nei punti vendita cittadini, riducendo progressivamente la dipendenza dai tradizionali megastore periferici. Una strategia che mira ad adattarsi ai nuovi comportamenti dei consumatori, sempre più orientati agli acquisti online e alla praticità.
Nonostante i tagli, l’azienda conferma la volontà di continuare a investire nell’innovazione e nella sostenibilità, due pilastri centrali della strategia aziendale. Il gruppo, presente in oltre 60 Paesi con centinaia di negozi, continua infatti a puntare su materiali riciclati, efficienza energetica e produzione a basso impatto ambientale.
La riduzione del personale rappresenta comunque un segnale importante delle difficoltà che stanno attraversando le grandi multinazionali del retail. Dopo gli anni della forte crescita legata alla pandemia, molte aziende stanno rivedendo costi, strutture e modelli organizzativi per affrontare un mercato più debole e competitivo.
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