Giorgetti sprona le imprese: “Anche i privati alzino i salari”

Il ministro dell’Economia chiede alle aziende di seguire l’esempio del governo che ha rifinanziato i contratti pubblici

Giorgetti sprona le imprese: "Anche i privati alzino i salari"© Mef_Gov

Il governo ha fatto la sua parte sul fronte dei salari, ora tocca alle imprese private. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante il dibattito in Senato sul nuovo Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), che quest’anno sostituisce la consueta Nota di aggiornamento alla luce delle nuove regole europee.

Giorgetti ha ricordato come l’esecutivo abbia rifinanziato i contratti del pubblico impiego, recuperando situazioni arretrate e aprendo una nuova fase di rinnovo. “L’invito che mi sento di fare è che le parti datoriali private facciano anch’esse la loro parte e riconoscano anche loro ai lavoratori aumenti stipendiali”, ha dichiarato il ministro, rivolgendosi in particolare alle imprese.

La questione salariale al centro del dibattito in Senato

Il tema del potere d’acquisto e del calo dei salari è stato sollevato con forza dalle opposizioni – in particolare Partito Democratico, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra – che hanno accusato il governo di immobilismo. Le critiche si sono concentrate anche sulla mancata introduzione di un salario minimo, richiesto da tempo dai gruppi di minoranza ma avversato dalla maggioranza, che preferisce puntare sulla contrattazione collettiva.

Pur evitando di entrare nel dettaglio della prossima manovra, Giorgetti ha lasciato intendere che il tema dei salari resterà centrale anche nella legge di Bilancio, attesa in Parlamento entro il 2 ottobre. Tra i nodi più controversi, quello della tassazione delle banche.

Nel suo intervento, Giorgetti è tornato anche sul contributo degli istituti di credito, definendolo “assolutamente doveroso” vista l’entità degli utili conseguiti. Ma le banche respingono ogni nuova ipotesi di intervento. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha sottolineato come il settore non goda di “rendite di posizione” e provenga da anni segnati da crisi e difficoltà.

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