Fuga dei cervelli dall’Italia: oltre 300 mila talenti persi in 10 anni

Cervelli in fuga dall’Italia, 97 mila laureati sono espatriati© Shutterstock

La fuga dei cervelli continua a rappresentare una delle principali sfide per il futuro economico e demografico dell’Italia. Nel 2024 oltre 141 mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero e circa 45mila, pari al 32%, erano laureati. Negli ultimi 10 anni, il Paese ha perso più di 300mila cittadini qualificati, con un costo stimato per lo Stato di 7,2 miliardi di euro all’anno. A evidenziarlo è lo studio Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia, realizzato da Teha Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio.

Il fenomeno mostra però alcuni segnali di rallentamento. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 gli espatri degli italiani sono scesi a 109 mila, contro i 141 mila del 2024. Il saldo migratorio degli italiani con l’estero resta comunque negativo, passando da -83 mila a -53 mila persone.

Perché i giovani lasciano il nostro Paese

A spingere i giovani qualificati a partire sono soprattutto le condizioni del mercato del lavoro. L’82,1% degli intervistati indica le retribuzioni basse rispetto al costo della vita come principale motivo, mentre il 46,4% cita la scarsa fiducia nel futuro del Paese e nelle istituzioni. Per il 35,7% pesano invece le limitate opportunità professionali.

La fuga dei cervelli dall’Italia ha conseguenze che vanno oltre la dimensione demografica. Meno lavoratori altamente qualificati significa minore disponibilità di competenze, capacità di innovazione più debole e un potenziale freno alla produttività. Non sorprende quindi che il 93,9% delle imprese coinvolte nella ricerca consideri la perdita dei talenti un problema per l’Italia.

Le prospettive rischiano di essere ancora più impegnative. Senza interventi strutturali, lo studio stima una perdita di circa 760 mila laureati tra il 2025 e il 2035 e fino a 307 miliardi di euro di Pil potenziale. Al contrario, una strategia efficace potrebbe consentire di recuperare fino a 119 mila laureati entro il 2035 e generare 11,1 miliardi di euro di Prodotto interno lordo aggiuntivo all’anno. Rappresenterebbe, quindi, un ottimo traino per l’economia del Paese che, secondo le stime di Giorgetti, potrebbe vivere una fase di rinascita (pur mantenendo il peso di alcune criticità strutturali).

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