La presenza femminile nelle aziende continua a crescere, soprattutto nei Consigli di amministrazione, ma il divario nei ruoli di comando resta profondo. Nelle società quotate le donne occupano ormai il 43% degli incarichi nei board, mentre tra gli amministratori delegati la quota si ferma al 7%.
Il quadro mostra una distanza ancora evidente tra rappresentanza e potere decisionale. Le donne entrano sempre di più negli organi societari, ma faticano ad arrivare ai vertici esecutivi delle imprese. Come riportato oggi in un articolo del Sole 24 Ore, la crescita della presenza femminile è stata favorita soprattutto dalle norme sulla governance e dai meccanismi introdotti nelle società quotate.
Donne manager ancora sotto il 30%
Anche sul fronte manageriale il percorso verso la parità appare lento. In Italia le donne rappresentano il 28,6% dei manager, un dato inferiore alla media europea che, secondo Eurostat, ha raggiunto il 35,9%. Più limitata resta invece la presenza nelle posizioni operative e nelle prime linee aziendali, da cui vengono selezionati i futuri amministratori delegati. Secondo i dati Consob, aumenta anche il numero di società in cui la componente femminile nei Cda è pari o superiore a quella maschile: il dato è salito al 19%, contro il 15% registrato nel 2023.
Europa lontana dalla parità nei Ceo
La distanza emerge soprattutto nei ruoli di vertice. Le donne ricoprono appena il 2,2% degli incarichi di amministratore delegato e il 3,5% delle presidenze nei Consigli di amministrazione. Il gap resta evidente anche negli stipendi. Secondo il report annuale di Assonime, i Ceo uomini guadagnano mediamente il 29% in più rispetto alle donne che ricoprono lo stesso ruolo.
La difficoltà ad arrivare ai vertici non riguarda solo l’Italia. Nella classifica Fortune 500 Europe, le aziende guidate da donne sono appena 38, pari al 7,6% del totale. Nonostante questo, le società con una ceo donna hanno registrato nell’ultimo anno una crescita dei ricavi del 12%, raggiungendo complessivamente 924 miliardi di dollari.
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