Disoccupazione: il tasso scende al 5,1%, ma cresce l’inattività femminile

Lavoro, occupazione record ma crescita solo per over 50© Shutterstock

Nel gennaio 2026 il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto il 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004, secondo le stime provvisorie diffuse dall’Istat. Si tratta di una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto a dicembre e conferma un trend di progressiva ripresa del mercato del lavoro.

Secondo gli stessi dati, la disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha registrato un calo ancora più marcato, passando al 18,9%, in diminuzione di 1,9 punti su base mensile. Parallelamente, il tasso di occupazione è salito al 62,6%, con 80 mila occupati in più rispetto al mese precedente, portando il totale degli occupati a oltre 24,18 milioni.

Tutti i numeri e il quadro generale

Rispetto a gennaio 2025, l’aumento degli occupati è di circa 70 mila unità (+0,3%), principalmente tra le donne e nelle fasce di età più elevate, mentre il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito di circa 384 mila unità (-22,7%).

Tuttavia, non tutti i segnali sono positivi. Il tasso di inattività (che riguarda le persone che non lavorano e non cercano lavoro) è salito al 33,9%, con un aumento più pronunciato tra le donne e i più giovani. Questo indica che una parte consistente della popolazione in età lavorativa si trova ancora ai margini del mercato del lavoro, spesso scoraggiata dalla ricerca di un impiego o impedita da responsabilità familiari, difficoltà nella conciliazione vita-lavoro o ostacoli strutturali.

Questa dinamica riflette una sfida più ampia per l’economia italiana. Se, da un lato, il calo della disoccupazione è un risultato positivo; la crescita degli inattivi segnala difficoltà persistenti nell’integrare pienamente le donne e i giovani nel mercato del lavoro. La partecipazione femminile al lavoro in Italia è ancora limitata rispetto alla media europea. Questa disparità è influenzata da fattori socio-culturali, sistemi di welfare e differenze regionali nell’offerta di servizi di cura.

La discesa del tasso di disoccupazione al 5,1%, dunque, rappresenta un segnale incoraggiante per l’economia italiana, ma resta aperta la sfida di aumentare la partecipazione attiva al lavoro, soprattutto tra le donne e i giovani, al fine di promuovere una crescita più inclusiva e sostenibile.

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