L’adozione dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo il mondo del lavoro, ma la formazione non tiene il passo. Lo dimostra un nuovo studio globale di Salesforce e Morning Consult, che ha coinvolto 14.231 rispondenti in 13 Paesi. Il messaggio che arriva dai lavoratori è forte e chiaro: c’è voglia di imparare, ma serve supporto. E chi non lo offre, rischia di perdere molto più di un’opportunità.
Nonostante l’entusiasmo dei lavoratori verso l’AI, solo un lavoratore su tre si aspetta che la propria azienda investa di più nella formazione nei prossimi 12 mesi. A livello globale, appena il 29% ritiene che il proprio datore di lavoro stia facendo abbastanza per preparare il personale alle sfide dell’intelligenza artificiale.
La fiducia è ancora più bassa nei mercati maturi: negli Stati Uniti si ferma al 28%, mentre nel Regno Unito scende addirittura al 22%. Un segnale allarmante per le imprese, che si trovano di fronte a un bivio: agire ora o perdere terreno nella competizione globale.
L’upskilling è una priorità per i lavoratori, non un’opzione
Il sondaggio evidenzia come il 64% dei lavoratori a livello mondiale chieda maggiori investimenti nella formazione, e oltre la metà (53%) si aspetta corsi specifici sull’AI. Ma non è tutto: quasi due terzi si dichiarano pronti a partecipare a programmi di aggiornamento se incentivati da sconti o agevolazioni pubbliche.
Nel frattempo, il 45% prevede di aumentare di tasca propria la spesa per la formazione entro l’anno. Questo dimostra che l’upskilling è percepito come un investimento strategico, ma anche come un peso economico individuale, che molti non vorrebbero sostenere da soli.
Formare sull’AI è una leva di competitività (e reputazione)
Come afferma Aliki Foinikopoulou, Senior Director of Global Public Policy di Salesforce, investire nella formazione AI non significa solo creare nuovi profili tecnici, ma anche costruire fiducia e aumentare la competitività. Le aziende che non agiscono ora rischiano di perdere talenti, produttività e credibilità.
La strada da seguire è chiara: espandere i programmi di formazione, certificazione e supporto per rendere l’adozione dell’AI inclusiva e sostenibile. La posta in gioco non è solo l’efficienza, ma il futuro stesso delle organizzazioni.
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