L’Inps ha fatto sapere che si può presentare chiedere il bonus mamme lavoratrici entro il 9 dicembre 2025, non il 7 come previsto da circolare perché cade di domenica. Nel caso in cui una lavoratrice dovesse raggiungere i requisiti necessari (ad esempio con la nascita di un secondo figlio) solo dopo questa scadenza, si potrà presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026.
Per chi è e quanto vale il bonus
Il bonus per mamme lavoratrici serve a supportare chi fa parte della categoria e non ha un Isee superiore ai 40 mila euro. Si tratta di un’integrazione dello stipendio che, sino a fine anno, è pari a 40 euro al mese, corrisposti tutti insieme proprio a dicembre per un totale di 480 euro. Spetta, anche se in forma ridotta, a chi ha lavorato soltanto una parte del mese e non si accumula con il reddito, quindi non è tassato.
Ne hanno diritto le lavoratrici dipendenti, sia con contratto a tempo determinato che con contratto a tempo indeterminato, e anche le libere professioniste e le autonome, che però abbiano almeno due figli. Decade quando il più piccolo compie dieci anni. E sono escluse le lavoratrici domestiche. Dal terzo figlio in su, il diritto si estende sino al 18esimo anno di età del più piccolo.
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Le tempistiche di erogazione
Il nuovo bonus per mamme lavoratrici sarà erogato a dicembre 2025, compatibilmente con la data di presentazione della domanda, o entro il mese di febbraio 2026.
Si può fare domanda tramite il sito dell’Inps, con il Contact center multicanale, tramite il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). Ci si può rivolgere anche ai patronati.
Il bonus può essere maggiorato per un’unica categoria : le dipendenti, con contratto a tempo indeterminato, con tre o più figli. Potranno ricevere infatti fino a 3 mila euro, come era stato previsto dalla Legge di Bilancio 2024. Con la Legge di Bilancio 2026 salirà l’importo del bonus mamme lavoratrici, che dagli attuali 40 euro mensili passa a 60 euro.
Le altre misure previste dalla Manovra 2026
La Manovra prevede poi un pacchetto di misure destinate alle mamme che lavorano. Ci sarà la decontribuzione totale fino a 8 mila euro (esclusi premi e contributi) per i datori di lavoro privati che “assumono donne, madri di almeno 3 figli” minorenni, senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
Inoltre, ai genitori con “almeno tre figli conviventi”, fino al compimento del decimo anno di età del più piccolo o senza limiti con figli disabili, “è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, orizzontale o verticale”.
Infine, in caso di assunzione temporanea in sostituzione di lavoratrici o lavoratori in congedo, il contratto “può prolungarsi per un ulteriore periodo di affiancamento della lavoratrice sostituita, di durata, comunque, non superiore al primo anno di età del bambino”.
© Riproduzione riservataCosa prevede la manovra 2026: le 9 misure al vaglio del Parlamento

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