Bankitalia: se gli uomini condividono il lavoro domestico cresce l’occupazione femminile

Lavoro in Italia, la maggiore preoccupazione è il caro-vita© Shutterstock

Una più equa distribuzione del lavoro domestico tra uomini e donne può rappresentare una leva concreta per aumentare l’occupazione femminile in Italia. È quanto emerge dallo studio della Banca d’Italia intitolato “Puoi lavare tu i piatti? Uso del tempo all’interno della famiglia, offerta di lavoro e fertilità”, che analizza il rapporto tra carichi familiari, partecipazione al mercato del lavoro e natalità.

La ricerca parte da un dato consolidato: nelle famiglie italiane il lavoro di cura e le attività domestiche continuano a gravare prevalentemente sulle donne. In media, il contributo degli uomini alle faccende domestiche è inferiore a un terzo rispetto a quello femminile. Questo squilibrio limita la possibilità per molte donne di lavorare, soprattutto dopo la nascita di un figlio.

Tutti i fattori in ballo per una maggiore natalità

Secondo gli economisti di Bankitalia, una maggiore partecipazione maschile alle attività domestiche consentirebbe a un numero più elevato di donne di entrare o rimanere nel mercato del lavoro, riducendo il cosiddetto “costo opportunità” della maternità. Tuttavia, la sola redistribuzione dei compiti familiari non basta a invertire il calo delle nascite.

Per sostenere anche la fertilità, infatti, è indispensabile rafforzare i servizi per l’infanzia. Lo studio evidenzia come la disponibilità di asili nido e strutture di cura permetta alle famiglie di conciliare meglio lavoro e vita privata. Non è un caso che nelle aree del Sud Italia, dove l’offerta di servizi educativi è più limitata, a una maggiore occupazione femminile non corrisponda un aumento della natalità.

Le conclusioni della ricerca confermano un principio sempre più condiviso dagli esperti di economia del lavoro: le politiche per l’occupazione femminile non possono prescindere dagli investimenti nel welfare familiare. Servizi educativi accessibili, congedi equilibrati tra i genitori e una reale condivisione delle responsabilità domestiche rappresentano strumenti complementari per favorire sia la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia il benessere delle famiglie. In un Paese caratterizzato da uno dei più bassi tassi di occupazione fra le donne e di natalità in Europa, il messaggio della Banca d’Italia è chiaro: l’uguaglianza nella gestione della casa non è soltanto una questione culturale, ma anche un fattore di crescita economica e sociale.

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