Annunci di lavoro, indicare lo stipendio sarà obbligatorio

La direttiva Ue imporrà alle aziende di indicare la retribuzione nelle offerte per aumentare trasparenza e ridurre il divario salariale.

Annunci di lavoro, indicare lo stipendio sarà obbligatorio© Shutterstock

Dal 2026 gli annunci di lavoro “al buio” saranno destinati a scomparire. Con il recepimento della direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva, anche in Italia le aziende dovranno indicare la retribuzione prevista – o almeno una fascia salariale – nelle offerte di lavoro pubblicate online o attraverso altri canali di selezione. Una novità che punta a rendere il mercato del lavoro più trasparente e a ridurre le disuguaglianze salariali, soprattutto quelle di genere.

La direttiva Ue dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 7 giugno 2026. Tra le principali novità c’è proprio l’obbligo di comunicare lo stipendio prima del colloquio di lavoro, evitando così che i candidati affrontino l’intero iter di selezione senza conoscere il compenso previsto. Inoltre, i datori di lavoro non potranno più chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti nei precedenti impieghi.

Il lavoro oggi in Italia e le prospettive future

Secondo una ricerca di Indeed Hiring Lab, oggi in Italia soltanto il 36% degli annunci riporta la retribuzione prevista. Si tratta comunque di un miglioramento rispetto all’inizio del 2025, quando la percentuale era ferma intorno al 20%. Il dato italiano, però, resta lontano da quello di altri Paesi europei come l’Austria, dove oltre l’80% delle offerte di lavoro indica già il salario.

L’obiettivo della normativa europea sugli annunci di lavoro è soprattutto quello di contrastare il gender pay gap. La direttiva introduce infatti maggiori diritti di accesso alle informazioni salariali per i lavoratori e obblighi più stringenti per le aziende. Se il divario retributivo tra uomini e donne supera il 5% senza motivazioni oggettive, le imprese potranno essere chiamate a intervenire e a giustificare le differenze salariali.

Per le aziende italiane si tratterà di un cambiamento significativo anche sul piano organizzativo. Sarà necessario definire criteri più chiari nella costruzione delle retribuzioni e adottare sistemi di selezione più trasparenti. Allo stesso tempo, molti esperti ritengono che la novità possa rendere il mercato del lavoro più efficiente, riducendo il numero di candidature non in linea con le aspettative economiche dei candidati.

La trasparenza salariale è già diffusa in diversi Paesi europei e viene considerata uno degli strumenti più efficaci per migliorare la qualità del lavoro e favorire una maggiore equità. In Italia, dove il tema degli stipendi bassi è ormai centrale nel dibattito economico, l’obbligo di indicare la retribuzione negli annunci potrebbe rappresentare un primo passo verso un rapporto più equilibrato tra imprese e lavoratori.

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