Amazon, possibili licenziamenti: a rischio 30 mila dipendenti

Amazon, possibili licenziamenti: a rischio 30 mila dipendenti© Shutterstock

Amazon sarebbe pronta a mettere in atto licenziamenti per decine di migliaia di dipendenti, a renderlo pubblico è stato il quotidiano britannico The Guardian. L’azienda con sede a Seattle starebbe mettendo in piedi un piano per mettere in atto una “inversione di rotta” dopo le “eccessive” assunzioni a seguito della pandemia di Covid, verificatasi nel 2020.

Il colosso della vendita al dettaglio online potrebbe infatti tagliare fino a 30 mila posti di lavoro a partire da fine ottobre. L’obiettivo è quello di diminuire i costi e annullare la vasta campagna di assunzioni avviata al culmine del lockdown, che ha provocato un’impennata straordinaria, anche se momentanea, della domanda di acquisti sul web.

Il piano di Amazon

L’annuncio dei tagli al personale Amazon, di cui danno notizia anche Reuters e il Wall Street Journal, arriva mesi dopo che l’amministratore delegato di Amazon aveva pre-allertato i dipendenti che avrebbero potuto essere sostituiti dall’intelligenza artificiale.

Sebbene questi numeri non siano che una piccola parte dell’ampia forza lavoro globale dell’azienda, composta da 1,55 milioni di impiegati, i licenziamenti colpirebbero circa il 10% dei circa 350 mila dipendenti aziendali. Secondo la Cnbc si tratterebbe del “più grande licenziamento nella storia dell’azienda”.

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La storia di Amazon

Amazon è la più grande internet company al mondo. È stata fondata da Jeff Bezos, il quale nel 1999 è stato proclamato da Time “Uomo dell’anno”, un pioniere dell’e-commerce a livello internazionale. In origine si chiamava Cadabra.com, un anno dopo, nel 1995, quando è stata lanciata, ha preso il nome di Amazon.com.

All’inizio era una come libreria online, ma poi è passata alla vendita di DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, fumetti, abbigliamento, mobiloa, cibo, giocattoli e altro ancora. La parola d’ordine era “diversificare”. È stata tra le prime grandi imprese di internet a rappresentare la bolla degli anni Novanta, poi ha dovuto fare i conti con lo scetticismo rispetto a un determinato modello di affari, e soltanto nel 2003 ha raggiunto un utile di esercizio.

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