Nel mondo del lavoro post-pandemia emerge un nuovo paradigma: la reconnectivity. Secondo un recente report, i manager stanno progressivamente abbandonando la centralità delle call virtuali per tornare a privilegiare gli eventi in presenza, considerati oggi un elemento strategico per il business.
L’indagine L’evoluzione delle priorità manageriali, realizzata da Noesis – Richmond Executive Observatory in collaborazione con Bva Doxa, evidenzia un dato significativo. Il 99% dei manager intervistati ritiene gli incontri fisici fondamentali per il futuro delle attività aziendali. Questo dato conferma un cambiamento profondo nelle dinamiche lavorative, maturato dopo anni di digitalizzazione accelerata.
Si torna a un paradigma più tradizionale?
Il concetto di reconnectivity nasce proprio da questa esigenza di equilibrio tra connessione digitale e relazioni autentiche, bilanciando gli eventi in presenza con le call. Non si tratta di un ritorno al passato, ma di una nuova fase in cui il digitale resta importante, ma non più dominante. L’obiettivo è valorizzare il tempo e la qualità delle interazioni, andando oltre la semplice comunicazione virtuale.
I numeri rafforzano questa tendenza: l’81% dei manager ritiene che gli eventi in presenza migliorino le relazioni professionali, mentre il 69% considera la comunicazione più efficace rispetto alle riunioni online. Solo una minoranza, pari al 7%, evidenzia criticità legate ai costi e all’organizzazione.
Questa evoluzione si riflette anche nel mercato globale degli eventi B2B, che secondo le stime è destinato a crescere del 67% nel prossimo decennio. Un segnale chiaro di come le aziende stiano investendo nuovamente nelle esperienze fisiche, considerate leve strategiche per networking, innovazione e sviluppo del business.
La reconnectivity, dunque, rappresenta un punto di sintesi tra passato e futuro. Integra tecnologia e presenza, ma rimette al centro il valore del confronto diretto. In un contesto sempre più frammentato e iperconnesso, il ritorno agli eventi in presenza diventa una scelta consapevole, orientata a costruire relazioni più solide e significative.
Per le imprese, questo trend implica anche una revisione delle strategie organizzative e di comunicazione, con un focus crescente su momenti di incontro capaci di generare valore reale. Il futuro del lavoro, almeno per i manager, sembra quindi passare sempre più dalla qualità delle relazioni, non solo dalla quantità delle connessioni.
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