L’AI chiama, l’Europa e l’Italia rispondono

Un’anteprima sul terzo speciale di Business People dedicato al mercato dell'intelligenza artificiale, realizzato in collaborazione con Accenture

L’AI chiama, l’Europa e l’Italia rispondono

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L’Europa è arrivata all’appuntamento con l’AI con lo stesso difetto strategico che ne ha rallentato la corsa nel cloud, nei social network e nei semiconduttori: ha regolato prima di costruire.

Oggi il rischio è evidente. Se il Continente continuerà a consumare tecnologie sviluppate altrove, il suo futuro industriale, culturale e persino democratico sarà sempre più dipendente dalle big tech americane e, in prospettiva, dall’avanzata cinese. È innegabile, infatti, che chi controlla i modelli, i dati, i chip e le piattaforme controllerà la produttività, il lavoro, la manifattura, la sanità, la finanza e perfino l’informazione. L’Europa, oggi, rischia di restare il più sofisticato mercato del mondo, ma non uno dei suoi protagonisti industriali.

Per uscire dall’impasse servirebbe come minimo un cambio di mentalità. A Bruxelles bisognerebbe cominciare a ragionare come una potenza industriale. Gli Stati Uniti hanno creato un ecosistema dominato da venture capital, università e appalti pubblici. La Cina ha costruito campioni nazionali protetti e sostenuti dallo Stato. L’Europa invece ha frammentato risorse, talenti e investimenti in ventisette strategie diverse.

L’Ue deve imparare dagli errori del passato. La sfida non è creare una copia europea della Silicon Valley, ma sviluppare un’AI coerente con il tessuto produttivo e con i valori europei: trasparenza, affidabilità industriale, sicurezza, tutela dei diritti e sostenibilità energetica. Ma per farlo dovrebbe cominciare a investire nelle infrastrutture e creare un mercato unico dei capitali che favorisca il sorgere di grandi fondi tecnologici europei capaci di trattenere i talenti. E, soprattutto, dovrebbe cominciare a lavorare per diventare leader nell’AI applicata all’industria, alla robotica, alla sanità e alla sostenibilità.

Infatti, sul fronte dei dati industriali il Vecchio Continente possiede un vantaggio competitivo ancora sottovalutato: la forza della sua manifattura, dell’automotive, della farmaceutica, dell’energia e dell’ingegneria avanzata. Ma per raggiungere questo ambizioso obiettivo servono data space comuni europei e incentivi alla condivisione sicura dei dati tra imprese. Insomma, ancora una volta se l’Unione Europea non diventa realmente tale, mettendo a fattor comune le conoscenze, rischia di condannare chi ne fa parte all’irrilevanza.

Un’anteprima del nostro speciale AI

Questi temi sono al centro de L’AI chiama, l’Europa e l’Italia rispondono, terzo speciale di Business People dedicato all’Intelligenza Artificiale, quest’anno realizzato in collaborazione con Accenture. In questo focus approfondiamo il ruolo dell’Europa e dell’Italia nella nuova competizione globale legata all’AI, analizzando opportunità, ritardi e possibili strategie per rafforzare la competitività del sistema economico continentale.

Lo speciale, un inserto al numero di Business People di giugno, si articola in due approfondimenti dedicati alle grandi sfide dell’intelligenza artificiale. Il primo analizza il tentativo del Vecchio Continente di costruire una propria autonomia tecnologica e industriale in un mercato dominato da Stati Uniti e Cina; il secondo si concentra invece sulle peculiarità del sistema produttivo italiano, tra eccellenze industriali, nuove regole e opportunità di specializzazione.

Completano lo speciale tre interviste che affrontano l’impatto dell’AI da prospettive differenti. Roberta Marracino, Talent Lead di Accenture Italia, spiega perché la vera sfida non sia soltanto tecnologica, ma riguardi soprattutto competenze, organizzazione e trasformazione del lavoro. Vanessa Fortarezza, SVP & Country Manager di Salesforce Italia, approfondisce il rapporto tra persone, automazione e agenti intelligenti, evidenziando come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo di lavorare e sviluppare i talenti. Reggie Townsend, Vice President AI Ethics, Governance and Social Impact di Sas, affronta invece il tema della fiducia nell’AI, sottolineando l’importanza di trasparenza, governance ed etica dei dati per costruire sistemi realmente affidabili.

Un percorso che mette al centro non soltanto la tecnologia, ma anche le persone, le competenze e le scelte strategiche che determineranno il ruolo dell’Europa e dell’Italia nella nuova economia dell’intelligenza artificiale.

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