Microsoft punta sul vetro: dati al sicuro per 10 mila anni

Il progetto Silica, sviluppato a Cambridge, promette di superare hard disk e nastri magnetici grazie a frammenti di vetro capaci di conservare informazioni per millenni

Microsoft punta sul vetro: dati al sicuro per 10 mila anniMicrosoft e Warner Bros. archiviano il film Superman del 1978 su un supporto in vetro al quarzo grande come un sottobicchiere: 75,6 GB di dati incisi in 7,5 x 7,5 x 2 mm di silice© Jonathan Banks per Microsoft

Frammenti di vetro modificati con la luce laser potrebbero mandare in pensione hard disk e nastri magnetici oggi utilizzati per l’archiviazione dei dati. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature, che descrive un supporto in grado di conservare grandi quantità di informazioni per oltre 10 mila anni, a fronte di tecnologie attuali che si degradano dopo qualche decennio o addirittura dopo pochi anni.

Il sistema, chiamato Silica, è stato sviluppato da un gruppo della Microsoft Research di Cambridge, nel Regno Unito, e rappresenta un possibile cambio di paradigma nel settore dello storage a lungo termine.

Come funziona il progetto Silica di Microsoft

La tecnologia utilizza un laser per incidere all’interno del vetro unità chiamate voxel, ovvero pixel tridimensionali. Ogni voxel è in grado di memorizzare 1 bit di dati, permettendo così di codificare le informazioni direttamente nella struttura del materiale.

La capacità di scrittura raggiunge 65,9 milioni di bit al secondo, mentre ogni millimetro cubo di vetro può immagazzinare fino a 1,59 miliardi di bit. In termini concreti, si tratta di una capacità di archiviazione equivalente a circa 2 milioni di libri stampati oppure 5 mila film ad altissima definizione.

Una dimostrazione concreta delle potenzialità del progetto è arrivata dalla collaborazione tra Microsoft e Warner Bros.: l’intero film iconico Superman del 1978 è stato archiviato e poi recuperato con successo su un sottile supporto di vetro al quarzo delle dimensioni di un sottobicchiere, pari a 75 x 75 x 2 millimetri. Il test ha rappresentato la prima prova di concetto del progetto, dimostrando la possibilità di conservare contenuti digitali complessi in forma fisica e altamente resistente.

Resistenza e durata nel tempo

Uno degli aspetti più rilevanti del sistema è la sua resistenza. Il vetro modificato risulta infatti insensibile all’umidità, agli sbalzi di temperatura e alle interferenze elettromagnetiche, elementi che nel tempo compromettono l’integrità dei supporti tradizionali.

I test di laboratorio condotti per valutare la durata suggeriscono che i dati resterebbero leggibili fino a 10 mila anni anche se conservati a temperature molto elevate, fino a 290 gradi. Questo lascia ipotizzare che, a temperatura ambiente, la capacità di conservazione possa essere ancora più lunga.

Gli esperimenti non hanno tuttavia considerato possibili stress meccanici o fenomeni di corrosione dovuti a sostanze chimiche, fattori che potrebbero incidere sulla degradazione del supporto nel corso del tempo.

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