Lego Smart accende il Ces 2026: gioco e chip si fondono in un nuovo sistema

Al Ces di Las Vegas, la storica azienda danese lancia Smart Play, una piattaforma fisico-digitale che cambia il volto del giocattolo senza abbandonare il mattoncino

Lego Smart accende il Ces 2026: gioco e chip si fondono in un nuovo sistema

Lego riscrive le regole del gioco e lo fa da Las Vegas, sul palco del Ces 2026, dove ha svelato Smart Play, la nuova piattaforma che unisce la storica esperienza di costruzione a una tecnologia di nuova generazione. Un salto in avanti che promette di cambiare radicalmente l’interazione tra i celebri mattoncini e chi li costruisce.

Alla base dell’innovazione c’è lo Smart Brick, un mattoncino grande quanto un 2×4 standard, ma che al suo interno racchiude un chip di silicio, sensori di movimento, luce, suono, accelerometri e un sintetizzatore audio. Grazie a questo cuore tecnologico, il mattoncino è in grado di rilevare come viene utilizzato, rispondere con suoni o effetti, e interagire con l’ambiente costruito intorno a lui.

Il sistema è completato da due nuovi componenti: gli Smart Tag, che indicano al mattoncino quale tipo di costruzione è stata realizzata, e le Smart Minifigure, in grado di inviare informazioni sulla propria posizione nello spazio e attivare comportamenti coerenti. Tutti gli elementi sono compatibili con il classico System-in-Play Lego e non richiedono schermi o app esterne: tutto avviene attraverso la fisicità del gioco.

Smart Play debutta con tre set Star Wars

Il debutto commerciale è previsto per il 1° marzo 2026, con tre set a tema Star Wars, nati in collaborazione con Disney e Lucasfilm. I kit permetteranno di costruire navi, torrette e ambientazioni iconiche, attivando suoni, luci e interazioni tramite i nuovi elementi Smart. La proposta include l’X-Wing di Luke Skywalker, il TIE Fighter di Darth Vader e il duello finale nella sala del trono dell’Imperatore. Tutti i set saranno disponibili in preordine dal 9 gennaio.

La presentazione di Lego al Ces ha attirato attenzione non solo per la spettacolarità dei nuovi prodotti, ma anche per le implicazioni culturali e commerciali del lancio. Come riportato in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Stampa, la combinazione tra costruzione analogica e risposte digitali solleva interrogativi tra gli esperti. Il pedagogista Daniele Novara si mostra critico: «Ci vedo solo un business, non un vantaggio per i bambini. Il Lego stimola l’intelligenza tattile; non capisco perché snaturarlo». Più cauto lo psicologo del gioco Alan Mattiassi, secondo cui «l’interattività può essere coinvolgente, ma potrebbe anche ridurre lo sforzo immaginativo».

Verso una trasformazione del settore

Il lancio di Smart Play arriva in un momento di fermento per l’intero comparto dei giochi fisici, sotto pressione ma ancora in crescita. Il mercato italiano dei giocattoli fino ai 14 anni ha toccato 1,5 miliardi di euro annui, con un incremento del 6,8% nel primo semestre del 2025, secondo i dati Circana. I giochi più richiesti restano puzzle, costruzioni e carte collezionabili, spinti da brand consolidati e nuovi fenomeni di manga e serie tv.

Lego, fondata nel 1932, si conferma il primo gruppo mondiale del settore, con circa 10 miliardi di euro di ricavi nel 2024, quasi il doppio dei principali concorrenti. Dopo aver mantenuto la leadership nel mondo analogico, ora punta a stabilire un nuovo standard nell’esperienza di gioco fisico-digitale, espandendo progressivamente la piattaforma Smart Play anche oltre l’universo Star Wars.

«Innoviamo per rispondere ai bisogni di ogni nuova generazione» ha dichiarato Julia Goldin, Chief Product & Marketing Officer di Lego, durante la presentazione. «Con Smart Play vogliamo rendere l’esperienza di costruzione ancora più coinvolgente, sorprendente e creativa. Tutto, senza schermi».

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