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Rai, dietrofront di Masi, le proiezioni elettorali si faranno

Dopo le polemiche i vertici dell’emittente pubblica ripristinano per le prossime amministrative le previsioni statistiche dei risultati

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Proiezioni si, proiezioni no. In casa Rai un giorni sì e l’altro pure monta una polemica. L’ultima, quella sulla rinuncia a trasmettere le proiezioni elettorali per le prossime amministrative, si è già (forse) sgonfiata. Fino a ieri sembrava che l’emittente pubblica, o meglio i suoi vertici, non avessero alcuna intenzione di dare notizia delle previsioni statistiche dei risultati. Scaduti i termini utili per indire la gara d’appalto nessun istituto di ricerca era, infatti, stato scelto per seguire l’appuntamento elettorale del 15 e 16 maggio. Ma oggi, dopo le polemiche di ieri, tutto sembra cambiato. Non che nel frattempo si sia effettuata la gara, ma intanto la Rai ha ripreso i contatti con gli istituti demoscopici e ha scelto (non si sa seguendo quali criteri) cinque istituti demoscopici, tra i quali, attraverso una gara pubblica entro i 200 mila euro, sceglierà quelli che monitoreranno le grandi città nelle quali si vota: Milano, Torino, Bologna e Napoli. A comunicarlo oggi il direttore generale, Mauro Masi, nella riunione del consiglio di amministrazione in corso a Viale Mazzini. Sembra che a causare il dietrofront di Masi sia stato, al di là delle polemiche, l’intervento del presidente Rai, Paolo Garimberti.

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Mauro Masi

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