Iliad e WindTre tornano al centro delle indiscrezioni sul consolidamento del settore telecomunicazioni in Italia, con una possibile fusione che potrebbe ridisegnare l’intero assetto competitivo del mercato. Secondo quanto riportato da Reuters, i due gruppi starebbero valutando una combinazione delle loro attività nel Paese. L’operazione, ancora in fase preliminare, potrebbe concretizzarsi in una joint-venture o in un conferimento delle attività italiane di Iliad in cambio di una partecipazione nella futura holding europea che il gruppo CK Hutchison, controllante di WindTre, starebbe preparando.
Una fusione che cambierebbe gli equilibri del settore tlc
Iliad, come evidenziato in un articolo del quotidiano la Repubblica, non ha fretta di chiudere un accordo. L’azienda guidata in Italia da Benedetto Levi ha alle spalle 29 trimestri consecutivi di crescita, in netta controtendenza rispetto ai competitor che perdono ricavi e clienti.
Dal canto suo, il gruppo francese di Xavier Niel ha già chiarito di essere disposto a investire solo a fronte di vantaggi industriali concreti e mantenendo sempre un ruolo di guida. Nessuna disponibilità, quindi, ad accettare posizioni di minoranza. Le stesse condizioni che avevano portato al fallimento delle trattative con Tim, mentre il tentativo di acquisizione di Vodafone Italia è stato superato dall’offerta più vantaggiosa di Swisscom, che ha poi unito l’operatore a Fastweb.
Bruxelles e l’antitrust
Il possibile matrimonio tra Iliad e WindTre si scontra tuttavia con un vincolo regolatorio importante: in occasione della fusione tra Wind e 3 Italia del 2016, l’Unione Europea impose un divieto su nuove operazioni di M&A fino al 2026, proprio per garantire la concorrenza, permettendo a Iliad di entrare sul mercato come remedy taker.
Sul fronte europeo, intanto, il consolidamento è già in atto: in Francia, Iliad ha tentato l’acquisizione del secondo operatore Sfr insieme a Orange e Bouygues, mentre in Germania, Telefonica studia l’acquisto di 1&1. La strategia è chiara: ridurre il numero di operatori per migliorare la marginalità e garantire sostenibilità al settore.
Cosa cambierebbe in Italia
Secondo i dati Agcom aggiornati a marzo, WindTre controlla il 24% del mercato mobile e Iliad il 10,9%. Una fusione tra i due creerebbe un polo con oltre il 34% del mercato, superando l’asse Vodafone-Fastweb (30%) e avvicinandosi a Tim, che detiene il 26,6%.
L’operazione segnerebbe dunque un cambio di passo decisivo nel panorama italiano, ma restano da sciogliere diversi nodi industriali, regolatori e finanziari prima che le indiscrezioni di Reuters possano trasformarsi in trattative concrete.
La sola notizia dell’ipotesi di fusione è bastata a far balzare il titolo Tim in Borsa: il 30 ottobre ha chiuso in rialzo del 4,8%, a quota 0,52 euro. Un chiaro segnale che i mercati credono nella possibilità di un consolidamento del settore, dopo anni di iper-competizione e margini in calo.
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