Il Festival di Sanremo non è soltanto il principale evento musicale italiano, ma anche un potente moltiplicatore economico. Secondo l’analisi di EY, nel 2026 la 76ª edizione, si prepara a generare un impatto economico complessivo di 252,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 245 milioni dell’anno precedente.
L’effetto sull’economia nazionale si traduce in un valore aggiunto pari a circa 96 milioni di euro, assimilabile al Pil, e nell’attivazione di oltre 1.300 posti di lavoro misurati in Fte (Full Time Equivalent), considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti.
Un impatto da 252 milioni di euro
L’analisi distingue tre canali di impatto. Quello diretto – legato alle attività economiche immediatamente connesse all’evento – vale quasi 102 milioni di euro in termini di valore della produzione. L’impatto indiretto, generato lungo le catene di fornitura, sfiora i 110 milioni, mentre l’effetto indotto, legato alla maggiore domanda attivata dai redditi distribuiti, raggiunge circa 40 milioni.
La somma porta il totale a 252,1 milioni di euro, confermando il ruolo del Festival come piattaforma economica oltre che culturale.
Sanremo 2026: dagli sponsor 70 milioni
Tra i principali motori economici emergono le spese pubblicitarie e degli sponsor, che raggiungono i 70 milioni di euro e generano un impatto complessivo di circa 176 milioni in termini di valore della produzione. Il valore aggiunto supera i 65 milioni, con l’attivazione di oltre 800 occupati.
Le spese organizzative dell’edizione 2026 sono stimate in 20 milioni di euro, per un valore della produzione complessivo di circa 48 milioni.
Fondamentale anche il contributo di spettatori e professionisti presenti in città. La loro attività economica produce 28 milioni di euro di valore della produzione e circa 12 milioni di valore aggiunto, attivando 225 occupati.
Spettatori, turismo e indotto locale
Per l’edizione 2026 si stima una percentuale di posti occupati al 90% nelle cinque serate. La spesa giornaliera del singolo spettatore si aggira intorno ai 500 euro, considerando trasporti, pernottamenti, ristorazione e altre spese.
Nel dettaglio, il profilo medio giornaliero prevede 300 euro per il pernottamento, 75 euro per la ristorazione, 75 euro per lo shopping, 20 euro per i trasporti e 30 euro per altre spese, senza considerare il costo di biglietti e abbonamenti.
L’effetto complessivo coinvolge numerosi settori dell’economia italiana. Il comparto della produzione cinematografica, televisiva e musicale è il più interessato, con 138 milioni di euro di valore della produzione e 586 occupati attivati. Seguono i servizi di alloggio e catering con 22 milioni, oltre a pubblicità, attività amministrative, costruzioni e consulenza.
“La nostra analisi mostra come il Festival di Sanremo si confermi un importante attore della crescita economica regionale con interessanti ricadute per il Paese, anche in termini di immagine”, ha commentato Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY Italia. “Rispetto all’anno scorso, il valore dell’evento risulta lievemente superiore, attestandosi a 252 milioni di euro in linea con l’aumento della raccolta pubblicitaria”.
Lo stesso Rocco evidenzia inoltre che “la crescente attenzione degli sponsor e l’aumento della partecipazione del pubblico rappresentano indicatori positivi per le prossime edizioni”.
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