Tim e Fastweb + Vodafone sfidano Inwit: piano per 6 mila torri

Accordo non vincolante per nuove infrastrutture 5G e riduzione dei costi. La joint venture apre un duro confronto con Inwit e pesa sul titolo in Borsa

Tim e Fastweb-Vodafone sfidano Inwit: piano per 6 mila torriUna torre Inwit installata sul territorio italiano© Photo by Ivan Romano/Getty Images

Tim e Fastweb + Vodafone, accelerano sullo sviluppo della rete mobile e riaprono il fronte infrastrutturale con un piano che punta alla costruzione di fino a 6 mila nuove torri. L’intesa, per ora non vincolante, segna un cambio di strategia per gli operatori e ha già avuto effetti rilevanti sul mercato.

La reazione più evidente si è vista su Inwit, la società delle torri, il cui titolo ha registrato un forte calo in Borsa fino a chiudere con perdite attorno al 15,6%, dopo aver toccato ribassi anche più marcati durante la seduta.

L’accordo sulle torri per il 5G

Il progetto prevede la creazione di una joint venture paritetica tra Tim e Fastweb-Vodafone per costruire e gestire le nuove infrastrutture. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato accelerare il rollout del 5G in Italia, dall’altro migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi, allineandoli alla media europea.

Le torri saranno utilizzate dai due Gruppi come anchor tenant, con contratti di lungo periodo, ma resteranno aperte anche ad altri operatori secondo un modello di accesso condiviso. Non sono ancora stati comunicati né i tempi né l’entità complessiva dell’investimento, anche se si tratta di un’infrastruttura che richiederà anni per essere completata.

Nel tempo, la joint venture potrebbe aprirsi anche a investitori terzi, con l’obiettivo di ottimizzare la struttura finanziaria e sostenere lo sviluppo del progetto.

Lo scontro con Inwit

L’iniziativa si inserisce in un contesto già teso tra gli operatori e Inwit. Tim e Fastweb + Vodafone hanno infatti chiesto una revisione al ribasso dei contratti esistenti, giudicati troppo onerosi, senza ottenere risposta positiva.

Da qui la scelta di sviluppare una rete alternativa che, di fatto, entra in concorrenza con Inwit e ne riduce le prospettive di crescita. La società delle torri ha reagito parlando di un progetto in contrasto con gli accordi esistenti, che prevedono una sorta di prelazione nella costruzione di nuovi siti.

Il confronto si gioca anche sulla durata dei contratti: da un lato c’è chi considera possibile una scadenza già nel 2028, dall’altro Inwit sostiene la validità degli accordi fino al 2038. Un nodo che potrebbe sfociare in contenziosi legali.

Impatto sul mercato del piano torri Tim e Fastweb + Vodafone

Il piano ha effetti potenzialmente profondi sull’intero settore. Inwit, che oggi conta circa 25 mila torri e ricavi annui per circa 1,2 miliardi, dipende in larga parte proprio da Tim e Fastweb-Vodafone, che rappresentano la quota principale dei ricavi.

La costruzione di una rete alternativa da 6 mila torri rischia quindi di mettere in discussione il piano industriale della società, che prevedeva lo sviluppo di 3.500 nuove torri entro il 2030. Non a caso, il  Gruppo ha già annunciato una revisione al ribasso delle stime su ricavi e margini per il 2026. Allo stesso tempo, l’operazione offre agli operatori telefonici maggiore flessibilità strategica e la possibilità di ridurre i costi in un mercato caratterizzato da ricavi medi per utente particolarmente bassi.

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