Svolta nell’operazione che agita Hollywood: dopo l’offerta migliorata di Paramount Skydance da 31 dollari per azione, Netflix fa un passo indietro. In gioco un’operazione descritta nell’ordine di circa 111 miliardi di dollari.
Quando sembrava che la partita fosse ormai instradata, il risiko dei media americani cambia improvvisamente direzione. Netflix ha annunciato che non rilancerà la propria offerta per Warner Bros. Discovery, lasciando campo libero a Paramount Skydance, che nei giorni scorsi aveva presentato una proposta migliorativa giudicata “superior” dal board della società guidata da David Zaslav.
La decisione arriva dopo che il consiglio di amministrazione di Wbd ha stabilito che l’ultima proposta di Paramount Skydance rappresenta una “Superior Proposal” rispetto all’accordo di fusione già sottoscritto con Netflix. Una valutazione che ha aperto una finestra per un eventuale rilancio da parte del gruppo streaming, poi però escluso ufficialmente.
Al centro del confronto c’è una differenza sostanziale di valutazione. L’intesa con Netflix, che comprendeva l’acquisizione di Warner Bros. e Hbo Max, era stata indicata vicino agli 83 miliardi di dollari. L’offerta di Paramount per l’intera Warner Bros. Discovery, inclusi i canali via cavo, è stata invece descritta nell’ordine di circa 111 miliardi di dollari.
L’offerta di Paramount Skydance per Warner Bros. Discovery
A convincere il board di Wbd è stata una proposta rivista che prevede 31 dollari per azione in contanti per l’acquisizione dell’intero Gruppo. A questo si aggiunge una ticking fee pari a 0,25 dollari per azione a trimestre a partire dal 30 settembre 2026, oltre a una regulatory breakup fee da 7 miliardi di dollari nel caso in cui l’operazione non venisse completata per motivi normativi.
Paramount si è inoltre impegnata a versare i 2,8 miliardi di dollari di termination fee che Wbd dovrebbe a Netflix in caso di risoluzione dell’accordo esistente. Non solo. L’offerta elimina un potenziale costo di finanziamento da 1,5 miliardi di dollari legato allo scambio di debito e prevede un contributo aggiuntivo di equity, se necessario, per sostenere il certificato di solvibilità richiesto dalle banche finanziatrici.
Un altro elemento chiave riguarda la clausola di Company Material Adverse Effect, che esclude le performance del segmento Global Linear Network di Warner Bros. Discovery, impedendo di rivedere al ribasso il prezzo qualora le reti lineari dovessero registrare un calo più rapido del previsto prima del closing.
Netflix, operazione “non è più finanziariamente attraente”
Di fronte a queste condizioni, i co-Ceo Ted Sarandos e Greg Peters hanno annunciato che Netflix non intende eguagliare l’offerta. «La transazione che abbiamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con un chiaro percorso verso l’approvazione regolatoria. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo richiesto per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente, quindi stiamo rifiutando di eguagliare l’offerta di Paramount Skydance».
In una nota congiunta, i due manager hanno inoltre chiarito la posizione strategica del gruppo: «Ma questa operazione è sempre stata un “nice to have” al giusto prezzo, non un “must have” a qualsiasi prezzo».
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