Meta ha ottenuto una vittoria decisiva in tribunale: un giudice federale statunitense ha respinto l’accusa di monopolio mossa dalla Federal Trade Commission (Ftc), che voleva costringere il gruppo di Mark Zuckerberg a separare Instagram e WhatsApp, acquisiti rispettivamente nel 2012 e nel 2014.
Secondo il giudice James Boasberg, il governo non è riuscito a dimostrare che Meta detenga oggi un monopolio nel mercato dei social media. Il cuore della decisione è tutto nell’evoluzione del settore: TikTok e YouTube competono a pieno titolo con Facebook e Instagram, offrendo contenuti brevi generati da algoritmi e contendendosi sia il tempo degli utenti che il mercato pubblicitario.
“Le quattro piattaforme hanno funzionalità quasi identiche”, ha scritto Boasberg, citando dati che mostrano quanto gli utenti le considerino intercambiabili.
Una sentenza pesante per l’antitrust Usa
La Ftc ha cercato di sostenere che Meta agisce secondo la strategia “meglio comprare che competere”, ma il giudice ha chiarito che il caso riguardava la situazione attuale e non le acquisizioni di dieci anni fa. La difesa ha insistito sul fatto che il mercato dei social tra “amici e familiari” non esiste più come un tempo.
Boasberg ha sottolineato quanto sia difficile oggi definire con precisione i confini del settore, in rapido mutamento. Citando il filosofo greco Eraclito, ha osservato che “nessun uomo può entrare due volte nello stesso fiume”, così come è impossibile giudicare con parametri statici un mondo in evoluzione continua.
La decisione rappresenta un duro colpo per le autorità federali, che negli ultimi anni hanno avviato diverse cause contro i giganti tech, spesso con esiti deludenti. “Anche solo includere TikTok”, ha scritto il giudice, “è sufficiente a far crollare il caso della Ftc”.
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