Investimenti per 1,5 miliardi di euro all’anno in Italia, con l’obiettivo di raggiungere il 95% della popolazione con fibra e 5G entro il 2030. È la cifra messa sul piatto da Walter Renna, Ceo del gruppo nato dalla fusione tra Fastweb e Vodafone. In un’intervista a La Stampa, Renna ha tracciato le priorità del nuovo operatore: infrastrutture, data center, cloud, intelligenza artificiale e cybersecurity.
Nei primi nove mesi del 2025, il gruppo ha generato quasi 6 miliardi di euro di ricavi, con segnali positivi dal mercato: l’indice di soddisfazione della clientela (Nps) è in crescita e il tasso di abbandono in calo.
Cloud, AI e sicurezza
L’innovazione passa da infrastrutture proprietarie e gestione autonoma dei dati. Il gruppo ha già sviluppato FastwebMiia, un modello linguistico e una piattaforma agentica proprietaria, costruiti su un supercomputer Nvidia. Questi strumenti permettono di offrire soluzioni verticali per imprese e pubbliche amministrazioni, garantendo che i dati restino in Europa, al riparo da normative estere.
Renna rivendica un approccio che punta a rafforzare la sovranità digitale, mettendo al centro sicurezza, competenze e competitività. Per diventare un vero “campione continentale”, sostiene, non servono solo le dimensioni, ma la capacità di investire in asset strategici.
Uscire dalla spirale del prezzo
Il Ceo boccia la “guerra dei prezzi” che ha segnato il settore delle telecomunicazioni, erodendo margini e frenando gli investimenti. Il nuovo gruppo vuole tornare a competere sulla qualità, sulla sicurezza e sull’innovazione dei servizi, anche con un’offerta allargata a nuovi settori, come l’energia.
Renna non esclude ulteriori operazioni di consolidamento, sia in Italia che in Europa. L’integrazione tra Fastweb e Vodafone, afferma, è stata una scelta strategica per aumentare la scala, oggi decisiva nell’era dell’AI e delle infrastrutture digitali. La costruzione di un ecosistema digitale europeo passa anche da qui: startup, aziende, istituzioni e centri di ricerca devono fare sistema.
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