Da Rai a Netflix, pubblicati costi e contributi delle serie Tv italiane

Un database del Ministero della Cultura consente di confrontare i budget delle produzioni e gli incentivi ricevuti dalle serie italiane

Un'immagine da Sicilia Express, nuova miniserie scritta, diretta e interpretata da Ficarra & Picone, esclusiva Netflix

Tra film e serie Tv, il tema dei costi delle produzioni televisive italiane è diventato centrale per analizzare l’evoluzione dell’industria audiovisiva. Con l’aumento dei budget, l’ascesa delle piattaforme e il peso del servizio pubblico, conoscere i numeri dietro le fiction è oggi fondamentale.

Per orientarsi tra queste cifre esiste uno strumento chiave: il Database opere della direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, un archivio online che consente di consultare i dati economici e produttivi delle serie registrate in Italia.

Le produzioni italiane dai budget più alti

Tra le produzioni più ambiziose in arrivo tra il 2025 e il 2026 si segnalano la seconda stagione della serie sugli 883 per Sky, con oltre 22 milioni di euro di budget, e Portobello, destinata alla nuova piattaforma Hbo Max, con un costo che supera i 20 milioni. Sempre per Sky è in arrivo Gomorra – Le origini, mentre la Rai conferma la propria centralità nel comparto con numerose produzioni sostenute anche grazie alle risorse del canone.

Netflix, Mediaset e Prime Video sono anch’essi presenti nel database, anche se i dati indicano una minore incidenza delle ultime due per quanto riguarda i titoli a più alto budget. L’archivio raccoglie infatti tutte le opere registrate ai fini dell’ottenimento di contributi e riconoscimenti previsti dalla legge 220 del 2016.

L’accesso al database è pubblico e strutturato in modo da facilitare la consultazione. È possibile filtrare le opere per anno e tipologia, selezionando solo le serie televisive o confrontando i dati tra i vari broadcaster. La scheda di ogni singola serie include informazioni come il genere, il numero di episodi, l’assetto produttivo, ma soprattutto il costo complessivo di produzione, un dato essenziale per confrontare titoli, stagioni e committenti.

Costi, contributi e riconoscimenti

Tra i dettagli più rilevanti figurano anche lo stato del riconoscimento della nazionalità italiana – provvisorio o definitivo – e i contributi ricevuti, come il tax credit produzione, con l’indicazione dell’anno e dell’importo riconosciuto. Queste informazioni permettono di leggere con chiarezza il legame tra investimento industriale e sostegno pubblico, sempre più determinante per la sostenibilità delle serie tv.

La Dgca specifica che i dati inseriti nel database sono autodichiarati dai soggetti richiedenti tramite la piattaforma Dgcol e sono soggetti ad aggiornamenti costanti. Nonostante l’assenza di una verifica diretta da parte dell’amministrazione, l’archivio resta il punto di riferimento più completo per analizzare i costi e le strategie produttive della serialità italiana.

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