Cosa è successo ad AWS? Il blackout che ha bloccato il web

Un guasto a DynamoDB ha mandato in tilt migliaia di piattaforme globali: coinvolti anche Amazon.com, Prime Video e app di pagamento

Cosa è successo ad AWS? Il blackout che ha bloccato il web© Shutterstock

In un mondo sempre più dipendente dal cloud, il blackout di Amazon Web Services (Aws) ha mostrato ha confermato quanto sia delicato l’equilibrio alla base dell’economia digitale globale. Nella giornata di lunedì 20 ototbre, un grave malfunzionamento della principale infrastruttura cloud a livello globale ha causato l’interruzione di centinaia di servizi online. Tra questi, Amazon.com, Prime Video, Reddit, Snapchat, Airbnb, Duolingo, Fortnite, Clash Royale, ma anche istituti bancari britannici, servizi di pagamento come PayPal e Venmo, oltre a importanti operatori di telefonia.

Più di 6 milioni le segnalazioni di malfunzionamenti nel corso delle nove ore di blackout, che ha coinvolto oltre 1.000 aziende. La causa? Un problema a DynamoDB, il sistema di database su cui si fondano molte funzionalità di Aws, nella regione US-East-1, in Virginia, cuore della rete del colosso americano. Il malfunzionamento si è poi esteso alla rete EC2 (Elastic Compute Cloud), generando un effetto a catena che ha reso inaccessibili anche i servizi di supporto e bloccato il corretto avvio di nuove istanze cloud.

Cos’è successo ai server Aws

Secondo quanto riportato sulla dashboard ufficiale di Aws, i tecnici hanno rilevato un aumento anomalo dei tassi di errore e delle latenze a partire dalla mezzanotte americana. Le difficoltà si sono rivelate gravi già dalle prime ore: i clienti non riuscivano a connettersi ai server, a creare nuovi casi di supporto o a lanciare nuove istanze EC2. Dopo approfondite indagini, Amazon ha confermato che la radice del problema era da ricercare nei sistemi Dns degli endpoint regionali di DynamoDB, che hanno compromesso la connettività su vasta scala.

Amazon Web Services è tornato online

Dopo un’intera giornata di disservizi, Amazon Web Services ha annunciato il ripristino completo dei suoi servizi. Tuttavia, l’incidente ha lasciato più di un interrogativo aperto. Si è trattato di un caso che ha colpito l’infrastruttura di cloud computing più utilizzata al mondo, scelta da milioni di aziende, enti pubblici, startup e persino dall’esercito degli Stati Uniti. Un sistema che gestisce oltre 6 milioni di chilometri di fibra ottica in 38 regioni del mondo, inclusa Milano, e che solo nel 2024 ha generato 107,6 miliardi di dollari di fatturato.

Il blackout di AWS non è stato il primo e, con ogni probabilità, non sarà l’ultimo. Eventi simili si sono verificati anche nel 2023 e nel 2021, con ripercussioni importanti su aziende e consumatori. La fragilità dell’attuale struttura del web è diventata evidente anche in luglio 2024, quando un aggiornamento difettoso del software Crowdstrike aveva mandato in crisi milioni di sistemi Windows in tutto il mondo.

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