Cosa insegna la Best Global Brands 2025 di Interbrand

Dall’AI alla disruption nel lusso, la classifica è uno specchio delle sfide (e delle opportunità) per i marchi globali

Cosa insegna la Best Global Brands 2025 di Interbrand

Dietro la classifica dei 100 brand globali più forti del 2025, pubblicata da Interbrand, si nasconde molto più di un elenco di nomi. È uno specchio del mercato. E ancora di più, una bussola per capire chi saprà guidare il futuro e chi rischia di restare indietro.

In un contesto globale dominato dalla disruption tecnologica e dai cambiamenti nei consumi, i brand che hanno saputo reagire con rapidità e visione strategica sono anche quelli che hanno visto crescere di più il proprio valore.

Il valore del brand come asset competitivo

Lo ha detto con chiarezza Gonzalo Brujó, Global Ceo di Interbrand, presentando la classifica Best Global Brands 2025: “A emergere sono quei brand capaci di innovare trasversalmente tra i settori, esplorare nuove arene competitive, costruire rilevanza e investire in strategie di branding a lungo termine”. Al contrario, affidarsi solo alla propria legacy non basta più: chi non evolve, rallenta.

E non si tratta di teorie. I numeri parlano chiaro. Marchi come Nvidia (+116%), YouTube (+61%) e Netflix (+42%) hanno registrato impennate di valore proprio perché sono riusciti a ridefinire il proprio ruolo, espandendo l’offerta e generando nuove fonti di ricavo, dai contenuti live al gaming, fino all’ecommerce. Il caso di Instagram, entrata per la prima volta nella top 10, è emblematico: non solo piattaforma, ma ecosistema commerciale e media.

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La dimensione non basta più

“La dimensione da sola non definisce una vera strategia di brand”, ha avvertito Greg Silverman, Global Director of Brand Economics. Il riferimento è a chi, come Tesla (-35%) o Gucci, ha faticato ad adattarsi al nuovo scenario competitivo, perdendo valore e posizioni.

Anche nel mondo del lusso, il messaggio è chiaro: senza innovazione creativa e narrativa, il brand rischia di scolorire, anche se prestigioso. Il successo di Hermès (+18%) e Ferrari (+17%) dimostra invece che costruire desiderabilità richiede coerenza e visione.

La metodologia Interbrand tiene conto oggi anche delle attività Esg nella valutazione della forza di un brand. Non è solo una questione di performance finanziaria, ma anche di fiducia, impatto sociale, sostenibilità a lungo termine.

I marchi che crescono sono quelli che sanno costruire una narrazione coerente con i valori contemporanei, mantenendo un equilibrio tra utilità e desiderio. E lo fanno in modo autentico, strategico, integrato.

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